L’Unione dei Comuni del Terralbese interviene sulla situazione di forte criticità che da diverse settimane interessa il servizio di raccolta delle apparecchiature elettriche, come vecchi elettrodomestici, nei centri di raccolta del territorio, con conseguenti disagi per cittadini e attività economiche.

«Nonostante le ripetute segnalazioni trasmesse dal gestore del servizio di raccolta dei rifiuti e dall’ente, le problematiche non risultano ancora risolte», denuncia il sindaco di Arcidano, Davide Fanari, «in particolare, nei centri di raccolta di Terralba, Marrubiu, San Nicolò d’Arcidano e Uras permane la totale assenza delle unità di carico necessarie per il conferimento dei raee appartenenti al raggruppamento R2, relativo ai cosiddetti “grandi bianchi”, mentre nei centri di Marrubiu, Uras e San Nicolò d’Arcidano continuano a registrarsi ritardi nei ritiri del raggruppamento R4. Una situazione che sta compromettendo la piena operatività dei Centri di Raccolta e creando notevoli difficoltà non soltanto ai cittadini, ma anche ai rivenditori e agli operatori economici del settore degli elettrodomestici, che devono gestire il ritiro delle apparecchiature dismesse senza poter contare sulla regolare funzionalità della filiera». 

Il protrarsi del disservizio rischia inoltre di determinare accumuli di apparecchiature nelle abitazioni e presso le attività commerciali, con possibili conseguenze sotto il profilo ambientale e con il rischio di favorire fenomeni di abbandono improprio dei rifiuti. Per queste ragioni, l’Unione dei Comuni del Terralbese ha inviato un sollecito urgente al Centro di Coordinamento Raee, interessando anche la Prefettura di Oristano, l’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente e i consorzi competenti, chiedendo l’immediato ripristino delle unità di carico R2 e la regolarizzazione dei ritiri R4.

«Dopo aver sollecitato formalmente e per le vie brevi, i sindaci dei Comuni coinvolti hanno convenuto di procedere alla diffida formale nei confronti del Centro di coordinamento Raee al fine di ottenere l’immediata risoluzione delle criticità e il ripristino della piena funzionalità del servizio», spiega Fanari, «non è più possibile protrarre una situazione che sta causando disagi concreti alle nostre comunità. L’Unione ha richiesto un riscontro formale entro sette giorni, con l’indicazione delle modalità operative da adottare, dei tempi previsti per il ripristino e delle ragioni che hanno determinato il protrarsi delle criticità. In assenza di tempestivi interventi, la situazione sarà rappresentata nelle sedi competenti per le ulteriori azioni». 

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