Dopo il maltempo inizia la conta dei danni nell’Oristanese
Cimiteri interdetti, alberi abbattuti e il Tirso in piena danneggia le terme romane e le campagnePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nell’Alto oristanese il maltempo della scorsa settimana ha lasciato danni ingenti e ora i Comuni fanno il punto della situazione. Ad Aidomaggiore impossibile accedere al momento ai cimiteri, sia a quello vecchio che a quello nuovo e i tempi perché la situazione si sblocchi sembrano lunghi. Nel vecchio camposanto sono caduti quattro alberi di cui due si sono adagiati sul muro di cinta e su delle tombe.
«Abbiamo dichiarato lo stato di calamità e messo in moto la macchina burocratica con l’assicurazione. Nel 2023 erano trascorsi sei mesi prima di poter riaprire. Ora gli alberi caduti si sono adagiati anche su un cavo della corrente elettrica e quindi occorre che intervenga prima di tutto l’Enel per metter in sicurezza il cavo e procedere con gli altri interventi. La pratica assicurativa dovrà fare il suo iter, ci saranno i sopralluoghi dei tecnici e poi occorrerà individuare una ditta specializzata che si occupi della rimozione delle piante in modo che non si creino ulteriori danni», spiega il sindaco Antonio Virdis. Il nuovo cimitero è al momento invece off limits a causa di una frana verificatasi nelle scorse settimane lungo la strada per raggiungerlo. Il sopralluogo dei vigili del fuoco ha decretato che dovrà restare interdetta sino alla messa in sicurezza. «Stanno preparando il progetto e poi si chiederanno le risorse alla Regione, ma i tempi saranno lunghi. Faremo un’ordinanza per consentirà l’accesso solo al carro funebre», conclude Virdis.
A Ghilarza sono una cinquantina gli alberi caduti dentro al paese. «I più nella zona del rimboschimento, nell’area cani e ora sarà necessario rivedere quel progetto perché occorre ripiantumare per evitare che gli alberi rimasti possano a loro volta cadere», spiega il sindaco Stefano Licheri. Riaperto il cimitero, ma restano da rimuovere i due grossi pini caduti sulla copertura dei loculi realizzati negli anni Sessanta. «Si sta cercando una ditta esterna che possa rimuoverli. Quella che è stata contattata ha spiegato che i mezzi per rimuoverli sono troppo pesanti per la passerella dove dovrebbero essere sistemati e quindi l’ufficio sta facendo delle valutazioni su come procedere», conclude il sindaco. Danneggiati anche due gazebo nel parchetto della ludoteca e distrutta la recinzione alle scuole. Al canile si lavora per riparare le strutture che ospitano gli amici a quattro zampe.
A Fordongianus l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Serafino Pischedda ha chiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità. Ingenti i danni su tutto il territorio comunale. «Il 12 e 13 febbraio a causa dello straripamento del fiume Tirso sono state danneggiate le infrastrutture di collegamento al parco delle antiche terme romane e delle strutture di proprietà del Comune. L’intenso ed eccezionale livello raggiunto dall’onda di piena del fiume Tirso è stato causa di danni alle emergenze archeologiche danneggiando intonaci affrescati e malte e creando altresì problemi strutturali»,, si legge nella delibera dell’esecutivo. Danni anche alle strade di campagna e alle aziende agricole.
