L’avvio del procedimento per la cessione della borgata di Marceddì al Comune di Terralba segna un passaggio atteso da decenni. Una notizia accolta con soddisfazione, ma anche con toni critici dall’onorevole Emanuele Cera, che sottolinea come il traguardo «arrivi al termine di un percorso lungo e complesso, segnato da ritardi e inerzie che non possono essere dimenticati».

Cera evidenzia che l’attuale annuncio «non è ancora supportato da atti concreti» e richiama il lavoro svolto nella precedente legislatura: «Il risultato nasce da un impegno serio e costante portato avanti dalla maggioranza di centrodestra dell’epoca, in sinergia con il Comune di Terralba e con il sindaco Sandro Pili».

Il consigliere ricorda che il primo passaggio decisivo risale al 2016, quando lo Stato trasferì alla Regione il compendio immobiliare della borgata. Da allora, però, si aprì una fase di stallo superata solo grazie a un percorso tecnico‑amministrativo costruito negli anni successivi. Fondamentale, secondo Cera, anche l’introduzione dell’articolo 133 nella Legge regionale 9/2023, dedicato alla valorizzazione degli immobili di Marceddì e alla definizione di un Programma integrato di riordino urbano.

Il lavoro ha portato alla richiesta formale del Comune, datata 6 maggio 2024, per ottenere il trasferimento al prezzo simbolico di un euro. Cera elenca inoltre gli interventi già programmati per la borgata: il ponte di Marceddì, il Museo del Mare, la cessione delle aree del Parco delle Orchidee e opere di riqualificazione della viabilità e del patrimonio ambientale.

«Marceddì non è solo un insieme di immobili, ma un luogo identitario, ricco di storia e potenzialità», afferma Cera, che annuncia di voler continuare a seguire l’iter in Consiglio regionale affinché «alle dichiarazioni seguano atti concreti e tempi certi».

Per il consigliere, ora si apre la fase più importante: quella in cui il Comune potrà finalmente programmare interventi di recupero urbano e valorizzazione turistica, dando un futuro chiaro alla borgata.

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