Pur potendo contare su un territorio straordinario per bellezza naturale, ricchezza ambientale e varietà paesaggistica, la città di Bosa convive da sempre con una fragilità strutturale che emerge con forza soprattutto nei mesi invernali.  Non è una novità che piogge intense e vento forte generino allerta e preoccupazione, ma questo inizio d’anno sta mettendo a dura prova l’intero sistema di protezione civile. L’ultimo episodio risale alla tarda serata di ieri  quando una frana si è verificata lungo la strada comunale Turas‑Pessighette.

Un grosso macigno si è staccato dalla parete rocciosa, probabilmente indebolita dalle precipitazioni insistenti delle ultime settimane e dalle raffiche di maestrale. Fortunatamente non si registrano danni a persone o veicoli, ma l’episodio conferma quanto il territorio sia esposto a rischi improvvisi. Il Comune ha comunicato la chiusura temporanea della strada nel tratto compreso tra Pianu e Murtas‑Abbamala e Pessighette. La riapertura avverrà solo dopo la rimozione dei massi e la messa in sicurezza dell’area, operazioni previste per la giornata odierna.

L’attenzione resta altissima su tutto il territorio comunale, dove le squadre tecniche monitorano costantemente i punti più critici. Pericoli arrivano anche dalla  litoranea per Alghero, già interessata da cedimenti e smottamenti frequenti.  E appena due giorni fa era scattata l’allerta a valle della diga di Monte Crispu, segno di un territorio che reagisce con difficoltà a precipitazioni sempre più intense e ravvicinate.

A Turas, invece,  pochi giorni fa, un tratto di contrafforte a ridosso della strada ha ceduto a causa delle violente mareggiate, aggravando ulteriormente una situazione già complessa. Il vicesindaco e assessore alla Protezione civile, Federico Ledda, è impegnato in prima linea nella gestione di questa fase delicata.

«Abbiamo messo in sicurezza, con l’intervento dei Vigili del Fuoco e del servizio manutenzioni, l’area della strada adiacente al crollo - spiega Ledda - i lavori della scala di Turas si sono bloccati perché, tra la progettazione e la consegna del cantiere, le condizioni del muro sono cambiate. In pochissimo tempo ha iniziato a franare, scavato alla base dall’acqua. E i fondi disponibili, anche se destinati interamente al muro, non sono sufficienti». Ledda ricorda inoltre che la strada è provinciale e la spiaggia demaniale, quindi la messa in sicurezza definitiva richiede l’intervento degli enti competenti, con una azione coordinata e tempestiva.

Infine, un appello ai cittadini. «È fondamentale - sottolinea Ledda - non superare le barriere di sicurezza per fare video o fotografie. Sta già accadendo e questo comportamento mette a rischio l’incolumità delle persone e ostacola il lavoro delle squadre impegnate sul posto».

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