Dura presa di posizione da parte del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Emanuele Cera sulla mancata operatività del commissario di Bidonì.

«È inaccettabile che, a oltre un mese dalla deliberazione con cui la Giunta regionale ha nominato il commissario straordinario di Bidonì, il provvedimento sia ancora privo di effetti concreti. Un Comune è di fatto senza guida e nessuno, dalla Regione, ritiene di dover spiegare il perché», afferma Cera, annunciando il deposito di un'interrogazione urgente rivolta alla presidente della Regione, Alessandra Todde, e all'assessore degli Enti locali Francesco Spanedda.

«Il ritardo – prosegue Cera – non sta penalizzando soltanto Bidonì. Anche la relativa Unione dei Comuni è impossibilitata a completare i propri organi, a eleggere il presidente e a operare normalmente. È l'ennesimo cortocircuito amministrativo prodotto da una Giunta incapace di assicurare il normale funzionamento delle istituzioni».

Per Cera, «questo pasticcio si aggiunge al clamoroso ritardo con cui la Regione ha proceduto allo scioglimento del Consiglio comunale di Uras. Due vicende che certificano una gestione approssimativa degli Enti locali e che stanno mettendo in difficoltà un intero territorio».

L'esponente di Fratelli d'Italia lancia quindi un interrogativo destinato alla Giunta regionale: «Dopo il recente caso dell'amministratore unico di Forestas, la cui nomina è stata travolta dalle valutazioni dell'Autorità competente in materia di anticorruzione, viene spontaneo chiedersi se anche questa volta la Regione abbia combinato un altro pasticcio. Il commissario nominato possiede tutti i requisiti previsti dalla legge oppure è emersa qualche criticità che nessuno intende spiegare? Se non è così, quale motivo giustifica un mese di totale immobilismo?».

Quindi l'affondo politico: «Ancora più assordante è il silenzio dei consiglieri regionali di maggioranza, che osservano senza intervenire mentre un Comune e un'intera Unione dei Comuni restano bloccati».

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