Baratili San Pietro, sempre più dipendenti comunali chiedono il trasferimento in un altro Municipio
Quattro richieste di trasferimento solo ad aprile, una invece a dicembre scorso. I consiglieri della minoranza hanno presentato un'interrogazione per fare chiarezzaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quattro richieste di trasferimento solo ad aprile, una invece a dicembre scorso. Negli uffici comunali di Baratili San Pietro c'è il fuggi fuggi da diverso tempo: il caso sbarcherà presto in Consiglio comunale. I consiglieri della minoranza, Maria Cristina Sesselego Flavia Betzu, Antonello Mura e Alberto Murru, hanno presentato un'interrogazione «in merito al grave
deterioramento del clima lavorativo interno, alle ripetute richieste di mobilità del personale comunale e alle responsabilità dell’amministrazione».
Così si legge nel documento dove viene ricordato che l'opposizione anche il 22 dicembre aveva presentato un' interrogazione evidenziando «gravi criticità organizzative e mancanza di serenità lavorativa all’interno degli uffici comunali». Il sindaco Alberto Pippia durante il consiglio comunale aveva affermato che le criticità erano però superate. Poi però dopo si è registrato un numero crescente di richieste di mobilità volontaria da parte del personale. «Rilevato che il numero e la concentrazione temporale delle richieste di mobilità rappresentano un segnale evidente e oggettivo di grave disagio organizzativo interno - si legge nel documento del gruppo Collaboriamo Assieme - e che la stessa Amministrazione ha formalmente riconosciuto l’esistenza di segnalazioni e manifestazioni di disagio organizzativo e relazionale, chiediamo al sindaco e la Giunta di conoscere Il numero esatto delle richieste di mobilità volontaria presentate negli ultimi 12 mesi, se l’Amministrazione ritenga che tale numero sia compatibile con un clima lavorativo “sereno”, come dichiarato in Consiglio Comunale, se siano state effettuate verifiche interne sul benessere organizzativo del personale e, in caso affermativo, con quali esiti. Ma anche "se l’Amministrazione sia a conoscenza di segnalazioni, anche informali, relative a pressioni indebite, situazioni di disagio lavorativo, comportamenti vessatori e quali azioni concrete siano state intraprese».
Infine la minoranza chiede «quali misure urgenti e straordinarie si intendano adottare per fermare l’emorragia di personale e ripristinare condizioni di lavoro dignitose e garantire la continuità e l’efficienza dei servizi comunali». Infine, «per quale motivo l’Amministrazione abbia pubblicamente negato l’esistenza di criticità organizzative salvo poi approvare una deliberazione che riconosce formalmente situazioni di disagio lavorativo e conflitti organizzativi e quali siano gli specifici fatti, segnalazioni o eventi che hanno reso necessario l’attivazione di un supporto specialistico psicologico e organizzativo, il coinvolgimento del medico competente e la previsione di supporto legale esterno». Le risposte arriveranno durante il prossimo Consiglio comunale.
