Sei giorni senza uno smartphone tra le mani, riempiti soltanto  dai colori del mare, tuffi,  corse sulla sabbia,  risate nate dai giochi e dalla voglia genuina di stare insieme guardandosi negli occhi. È questo il cuore del Campo scuola del Centro Educativo Diffuso della Caritas diocesana di Ales‑Terralba, che si è svolto nella colonia Cenacolo, alla Marina di Arborea, coinvolgendo 40 bambini e ragazzi di Sardara.

Non una semplice vacanza estiva, ma un vero cammino sulle orme di San Francesco, pensato per riscoprire la bellezza delle relazioni e il valore della condivisione. Il tema scelto, “Made in Assisi”, ha guidato ogni giornata attraverso attività simboliche: cotone, lino, juta, lana e jeans sono diventati materiali‑chiave per laboratori, giochi e momenti di riflessione, trasformando la settimana in un tessuto di esperienze da intrecciare insieme.

Accanto alle attività educative, non sono mancati i momenti di festa: serate a tema, musica improvvisata, la semplicità di un gelato condiviso e le visite affettuose del direttore don Marco Statzu e dei sacerdoti don Stefano Mallocci e don Mattia Porcu. L’equipe ha accompagnato i ragazzi in un viaggio alla scoperta della vita di San Francesco, con l’animatore Matteo nelle vesti del Poverello d’Assisi, affiancato dalle educatrici, dalla bagnina Marianna, dalle suore e dal personale del Cenacolo. A rendere tutto più speciale, la presenza della piccola Irene, mascotte del gruppo.

La sesta giornata ha riunito le famiglie per la Santa Messa celebrata da don Statzu, seguita da un pranzo comunitario. Tra valigie da chiudere, qualche lacrima e molti abbracci, il Campo scuola si è concluso lasciando un segno profondo.

«Sono stati sei giorni intensi, vissuti insieme 24 ore su 24» racconta don Marco Statzu. «Un’occasione preziosa per aiutare i giovani a maturare maggiore consapevolezza di sé e a condividere un pezzo di strada con i propri coetanei. Il nostro augurio è che da qui possano germogliare nuove iniziative e che ciascuno trovi un nuovo respiro per la propria vita». Il direttore ricorda che l’esperienza si inserisce nel progetto Pepe Meridiano, contro la povertà educativa, sostenuto da Caritas Italiana, Cei, Fondazione Con i Bambini e UniCredit.

A tirare le fila del lavoro educativo è la coordinatrice Chiara Laino: «Quest’anno abbiamo intessuto relazioni e affrontato sfide educative e generazionali. La bellezza che si rinnova da quattro anni è la consapevolezza di regalare ricordi ai minori, attraverso svago, socialità e riflessione fuori dalle mura domestiche».

Il Campo scuola si chiude così, ma solo sul calendario: per i ragazzi e le comunità coinvolte resta l’inizio di un nuovo patrimonio di valori, affetti e consapevolezze da custodire ogni giorno.

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