Arborea, bagarre in Consiglio: la minoranza contesta sia il Documento unico di programmazione che il Bilancio di previsione 2026–2028
I consiglieri: «Non offrono una visione credibile di sviluppo per il paese»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
All’indomani del Consiglio comunale di Arborea dedicato all’esame del Documento unico di programmazione e del Bilancio di previsione 2026–2028, i consiglieri comunali di minoranza Luca Montisci, Marco Pinna e Giovanni Marras confermano e ribadiscono la loro posizione politica di netta contrarietà ai documenti approvati dalla maggioranza nel corso della seduta.
La scelta di non partecipare alle votazioni, accompagnata dal deposito di una dichiarazione formale agli atti, è stata assunta, a detta loro, per segnalare in modo chiaro una distanza politica sostanziale dalle scelte contenute nei documenti di programmazione.
«Non si è trattato di un gesto simbolico – spiegano i consiglieri – ma di una presa di posizione responsabile di fronte a una programmazione che, pur formalmente corretta, non affronta i nodi strutturali del Comune e non offre una visione credibile di sviluppo per Arborea».
Secondo Montisci, Pinna e Marras, il Dup si limita a descrivere il contesto amministrativo e socio-economico senza individuare priorità politiche chiare, obiettivi misurabili e scelte verificabili, rinviando sistematicamente le decisioni a strumenti successivi. Un’impostazione che, a loro giudizio, svuota il documento della sua funzione strategica e riduce la programmazione a un adempimento formale.
Analoga valutazione viene espressa sul Bilancio di previsione, a detta loro incapace di imprimere un cambio di passo rispetto alle criticità già note. Secondo loro, le previsioni di entrata, in particolare quelle legate al recupero dell’evasione tributaria, vengono considerate prive di elementi che dimostrino un reale rafforzamento della capacità di riscossione dell’ente. Il peso rilevante del Fondo crediti di dubbia esigibilità, (stanziamento obbligatorio nei bilanci degli enti locali per accantonare una quota delle entrate previste) pur conforme alla normativa, secondo la minoranza, viene indicato come un fattore che limita drasticamente la capacità di scelta e di intervento del Consiglio comunale.
I consiglieri evidenziano inoltre come la concentrazione degli investimenti nel solo esercizio 2026, il ricorso al Fondo Pluriennale Vincolato senza una valutazione esplicita della capacità amministrativa di attuazione e il rinvio delle decisioni su Pef e tariffe Tari introducano un quadro di incertezza che rende il bilancio poco leggibile e difficilmente valutabile nel medio periodo.
«Il parere favorevole dell’Organo di revisione – precisano – certifica la regolarità contabile degli atti, ma non può sostituirsi alla valutazione politica sulla sostenibilità delle scelte e sull’efficacia dell’azione amministrativa, che resta una responsabilità piena della maggioranza. Non contestiamo la legittimità degli atti – concludono – ma il loro contenuto politico. Questi documenti non rafforzano la capacità di governo del Comune e non rispondono alle reali esigenze del territorio. Per questo abbiamo ritenuto doveroso lasciare una posizione chiara, formale e pubblica».
