Prevenire gli incendi intervenendo prima che il fuoco diventi emergenza, attraverso la gestione della vegetazione, la conoscenza del comportamento del fuoco e il coinvolgimento diretto delle comunità rurali. È questo il messaggio al centro della giornata conclusiva in Sardegna del progetto europeo Firesafenet che ha riunito a Suni il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, le componenti del sistema regionale antincendio dell’Agenzia Forestas del Servizio di Oristano e i Volontari delle Organizzazioni di Volontariato Nos Quartu e Saf Sant’Andrea Frius e rappresentanti ed esperti provenienti dal Cnr di Sassari, il Corpo Forestale regionale, i Vigili del fuoco e la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia e una rappresentanza dei Vigili del Fuoco della Slovenia.

La mattinata è stata dedicata al confronto tecnico e allo scambio delle esperienze maturate nei diversi territori; nel pomeriggio sono state effettuate attività dimostrative e formative sul campo dedicate alla gestione dei combustibili vegetali e all’impiego tecnico e controllato del fuoco, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, ambientali e operative.


Un ruolo centrale nell’organizzazione e nello svolgimento delle attività è affidato ai Gruppi di analisi e uso del fuoco del Cfva, costituiti da personale specializzato nell’analisi del comportamento degli incendi e nell’impiego tecnico del fuoco. I gruppi di analisi hanno curato la preparazione e il coordinamento tecnico-operativo delle attività e ne hanno assicurato la conduzione sul campo, trasformando la giornata anche in un’importante occasione di formazione e confronto tra operatori.


 La scelta di Suni ha un significato particolare. Da circa sedici anni il territorio è interessato da un’esperienza di gestione programmata degli abbruciamenti dei pascoli che, attraverso la collaborazione tra Corpo Forestale, Comune e operatori agro-pastorali, ha contribuito a ridurre gli incendi un tempo frequentemente collegati ad abbruciamenti non autorizzati e incontrollati. Oggi quella esperienza entra in una nuova fase: trasferire conoscenze e competenze agli operatori locali, accrescerne progressivamente autonomia e responsabilità e costruire comunità rurali più consapevoli e resilienti.


Suni diventa così un laboratorio territoriale della prevenzione, nel quale esperienza locale, conoscenza scientifica, specializzazione operativa e cooperazione internazionale si incontrano per sviluppare un modello capace di rispondere alla crescente complessità degli incendi boschivi. Il direttore del Servizio Territoriale Ispettorato Ripartimentale del Cfva di Oristano, Michele Chessa, e la direttrice del Servizio antincendio e logistica della Direzione generale, Stefania Murranca, sottolineano  il valore dell’esperienza e del confronto internazionale: «La giornata di Suni rappresenta un risultato particolarmente significativo per il Corpo Forestale della Sardegna: il confronto con professionalità ed esperienze provenienti dalla Slovenia e dal Friuli Venezia Giulia ha confermato il valore delle competenze che abbiamo sviluppato negli anni nella gestione preventiva delle biomasse, nell’analisi del comportamento degli incendi e nell’uso professionale del fuoco.

In questo percorso il Gauf rappresenta una delle nostre realtà più specialistiche, con competenze che spaziano dal fuoco prescritto e dalla gestione preventiva dei combustibili fino all’impiego del fuoco tattico nella lotta agli incendi. Suni dimostra concretamente che la prevenzione più efficace nasce dalla conoscenza del fuoco e dalla gestione del territorio prima dell’emergenza. È questa la direzione sulla quale dobbiamo continuare a investire, trasferendo progressivamente conoscenze e competenze anche alle comunità locali e costruendo territori sempre più resilienti». L’esperienza maturata a Suni conferma così che la prevenzione più efficace comincia prima dell’incendio: dalla conoscenza delle cause, dalla gestione del combustibile e dal coinvolgimento di chi vive quotidianamente il territorio. Il direttore dell’Ispettorato forestale di Oristano evidenzia infine che «la sfida non è soltanto spegnere meglio gli incendi, ma costruire territori più resilienti nei quali gli incendi abbiano minori possibilità di diventare incontrollabili». 

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