A Boroneddu finalmente risposte per i cittadini privi di assistenza medica
Apre l’Ascot nei locali allestiti con un investimento importantePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Novità importante per i cittadini di Boroneddu, Tadasuni, Soddi e Bidonì sul fronte della sanità. Dopo quasi un anno di battaglie a Boroneddu apre infatti l’Ascot nei locali allestiti con un investimento importante dall’Amministrazione comunale di Boroneddu. Un sogno che si realizza per dare finalmente risposte a chi è rimasto senza assistenza medica di base.
Una necessità stringente per molti cittadini dell’Alto oristanese. Solo nel Guilcier sono oltre 6500 i pazienti senza assistenza di base, ma a Boroneddu il problema è ancora più sentito data la presenza di una popolazione in prevalenza anziana. I residenti sono circa 150, ma il piccolo centro del Guilcier vanta il primato di essere il secondo paese della provincia con abitanti over 65 anni. Una settantina quelli rimasti senza medico. Lunedì, nei locali della biblioteca dalle 11 alle 12,30, inizieranno le registrazioni dei pazienti di Boroneddu, martedì sarà la volta dei residenti a Tadasuni, mercoledì dei cittadini Soddì e giovedì di quelli di Bidonì.
Dopodiché si dovrebbe davvero essere pronti a partire. Sarà Raffaele Piras, medico norbellese in pensione da qualche anno, a seguire i pazienti (molti anziani) scoperti di assistenza per i quattro paesi. Per registrarsi sarà necessario presentarsi muniti di tessera sanitaria.
Grande soddisfazione da parte del sindaco Angelo Mele: «Era da un anno e mezzo che stavamo combattendo per dare questo servizio. Avevamo da subito un medico disponibile, ci siamo attivati per allestire completamente un ambulatorio, detto che ci saremo fatti carico delle spese delle utenze e delle pulizie, ora finalmente dopo tanti problemi burocratici ci siamo».
L’idea è inoltre quella, dividendo i costi con gli altri tre Comuni, di pagare una segretaria per alleggerire il lavoro del medico. A Boroneddu già dalla scorsa estate il Comune era pronto ad avviare il servizio, con un medico a disposizione e dei locali ampiamente attrezzati per accogliere i pazienti. Il Comune ha infatti arredato un ambulatorio di tutto punto, acquistando oltre gli arredi attrezzature specifiche: una bilancia apposita per i disabili, il macchinario per fare l’elettrocardiogramma, quello per misurare la pressione e la glicemia ad esempio. Inspiegabili i ritardi accumulati, ma ora finalmente si è ai blocchi di partenza per offrire ai cittadini un servizio indispensabile che, in futuro, potrebbe anche essere esteso ad altri paesi. «Il problema del ritardo è stato di tipo burocratico, considerata l’emergenza che abbiamo è proprio difficile capire. Ora comunque siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e di questo siamo molto orgogliosi», conclude il sindaco di Boroneddu Angelo Mele.
