Il termometro continuava a salire e i sintomi dell'influenza c'erano tutti. Una corsa veloce al pronto soccorso di Bosa e, dopo numerosi accertamenti, la conferma: è il primo caso di influenza A della provincia di Oristano.

Il virus A/H1N1 ha colpito una bambina di tre anni, originaria di un paese della Planargia. La piccola ora si trova ricoverata in una stanza del reparto di Pediatria dell'ospedale San Martino e le sue condizioni di salute al momento non sono gravi. «Il quadro clinico non desta particolari preoccupazioni - tiene a precisare il direttore sanitario della Asl 5, Serafino Ponti. - Fortunatamente non si sono verificate complicanze e il decorso dell'influenza sta procedendo abbastanza bene».

L'ALLARME La bambina è arrivata cinque giorni fa all'ospedale di Oristano, su indicazione del pronto soccorso di Bosa. I medici del Mastino avevano preferito sottoporla ad ulteriori accertamenti chiedendo una consulenza ai colleghi della pediatria del San Martino. I sintomi erano quelli tipici dell'influenza con febbre alta, dolori muscolari e subito è scattato il protocollo previsto in questi casi. Analisi, tamponi e i referti, arrivati proprio due giorni fa dai laboratori di Sassari, hanno confermato i sospetti iniziali. «È il primo caso che noi abbiamo potuto accertare - va avanti il direttore sanitario, - poi potranno esserci anche altre persone con sintomi influenzali che si stanno curando a casa. Voglio sottolineare comunque che non c'è alcun pericolo», aggiunge il dirigente.

PEDIATRIA La piccola paziente si trova in isolamento, una misura precauzionale per evitare contagi con gli altri ricoverati. «È sottoposta alla terapia antiinfluenzale e la sua situazione è assolutamente sotto controllo». La direzione insiste sull'importanza di non creare allarmismi: inutile andare al pronto soccorso se si ha la febbre. «È consigliabile rivolgersi al proprio medico o al pediatra - sottolinea ancora Serafino Ponti - e sarà lui a valutare la situazione ed eventualmente suggerire il ricovero. Non ha senso intasare un pronto soccorso, gli ospedali vanno riservati per i casi che necessitano effettivamente di cure e assistenze particolari».

L'APPELLO Ma con il generale clima di preoccupazione per il nuovo virus è facile immaginare le paure di chi si ritrova a letto con la febbre alta. «Ricordiamo, però, che si tratta di una forma di influenza, salvo i casi particolari in cui nascono complicanze o esistono già altri problemi di salute». Al momento nell'oristanese non sono state segnalate situazioni critiche come è stato confermato anche ieri mattina durante la riunione dell'unità di crisi.

VACCINAZIONE Settimanalmente, dirigenti e specialisti si confrontano per verificare l'andamento dell'azienda, c'è un monitoraggio costante di un quadro che sembra essere sotto controllo. E intanto prosegue la campagna di vaccinazione che nella prima fase ha coinvolto i medici, gli operatori sanitari e i farmacisti. Da lunedì pronti anche i vaccini per le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, i bambini e gli adolescenti dai 6 mesi ai 17 anni che presentano patologie croniche, i bambini tra i 6 e i 24 mesi nati pretermine, gli adulti di età inferiore ai 65 anni con patologie croniche. Una capillare strategia di difesa per evitare situazioni a rischio.

VALERIA PINNA
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