A sottoporsi al prelievo è stato un paziente di 45 anni affetto da mieloma multiplo, un tumore che colpisce il midollo osseo. Grazie alla recente acquisizione da parte del Centro Trasfusionale oristanese dei separatori cellulari, macchine che permettono di prelevare in maniera selettiva le cellule presenti nel sangue e nel midollo, è stato possibile raccogliere le staminali del paziente per poterle, in un secondo momento, trapiantare nello stesso paziente.

"Quello dell'autotrapianto è un procedimento oramai routinario nella terapia di molte malattie ematologiche tra cui il mieloma multiplo e i linfomi" spiega il direttore del servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del San Martino Paolo Casula.

L'autotrapianto consente in questi casi di utilizzare dosi di chemioterapici più elevate rispetto al consueto, aumentando quindi l'efficacia del trattamento e accrescendo la possibilità di arrivare a una remissione completa del tumore. "Questa forma di intervento - chiarisce il direttore dell'Immunoematologia - rappresenta oggi il gold standard, la forma migliore di trattamento in queste patologie".

LA TECNICA - La terapia si articola in tre fasi. Il primo passo è rappresentato da un ciclo di chemioterapia effettuato in parte presso il day hospital della Ematologia ed in parte nel Reparto di Medicina del San Martino, in un'apposita stanza a bassa carica microbica. L'obiettivo è quello di distruggere le cellule malate e moltiplicare quelle emopoietiche che serviranno all'autotrapianto: un processo detto di "mobilizzazione".

Quando le cellule da trapiantare hanno raggiunto una quantità adeguata, ed è questo il secondo step, si procede con la loro raccolta selettiva tramite il separatore cellulare.

"Il prelievo delle staminali - afferma il dottor Casula - viene eseguito in regime ambulatoriale presso il nostro Centro Trasfusionale e dura alcune ore. Il materiale prelevato viene poi trasportato nel centro di riferimento dove verrà effettuato l'autotrapianto e congelato nell'azoto liquido. Qui si procederà ad effettuare la chemioterapia a dosi più elevate ed all'autotrapianto di queste cellule".

I DATI - "Finora per raccogliere le staminali i pazienti dovevano rivolgersi ad altri centri dell'Isola o della Penisola, mentre oggi è possibile effettuare a Oristano quasi tutto il processo di cura, ad eccezione del trapianto - osserva il medico -. Questo significa per i pazienti un risparmio in termini economici, di tempo e fatica".

Secondo le stime, circa venti persone all'anno residenti nell'Oristanese, affette da malattie quali mieloma, linfoma o altre forme di malattie del sangue, potranno beneficiare di questa possibilità terapeutica.

Valeria Pinna
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