L'accusa è pesante: induzione alla prostituzione minorile. È stata condannata a cinque anni una quarantasettenne di un centro dell'Alta Marmilla che qualche anno fa aveva convinto le figlie, ancora adolescenti, ad avere rapporti sessuali con alcuni giovani della zona in cambio di una bottiglia di vino e di cibo. La donna e le figlie vivevano, infatti, in una grave situazione di difficoltà economica. Gli incontri erano avvenuti nella loro casa. A processo c'erano anche tre giovani di Villaverde, Pabillonis e Uras, fra i 21 e i 30 anni, accusati di atti di prostituzione con minori: uno è stato condannato a un anno, mentre gli altri due sono stati assolti, seppure con formula dubitativa. Così hanno stabilito ieri i giudici del Tribunale di Oristano.

La vicenda era cominciata nell'aprile di sette anni fa ed era andata avanti fino al settembre 2006, quando una delle due adolescenti coinvolte aveva parlato con un'amica. Le aveva raccontato quelle serate trascorse con alcuni giovani della zona, che andavano frequentemente a casa sua, dove avvenivano incontri a sfondo sessuale non solo con lei, ma anche con la madre. E, secondo l'esito delle indagini, a organizzare le serate era stata proprio la donna. I giovani, in cambio, facevano avere alimenti e talvolta bevande: mamma e due figlie vivevano infatti in una situazione di estrema difficoltà economica e, verosimilmente, in quelle serate riuscivano a recuperare il necessario per la cena. La ragazzina aveva confidato di essere felice per quelle attenzioni che la facevano sentire corteggiata e amata. A quel punto l'amica aveva parlato di quella triste storia con gli operatori dei servizi sociali del Comune, che avevano provveduto a inviare una segnalazione alle forze dell'ordine. La Procura di Oristano aveva, quindi, disposto una serie di accertamenti andati avanti per qualche mese. Nel frattempo le due adolescenti erano state affidate a un tutore. Al termine dell'inchiesta il pm Paolo De Falco, acquisiti elementi a sostegno di accuse così pesanti nei confronti della donna (difesa dall'avvocato Daniela Schirru) e dei giovani, aveva formulato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e quattro gli indagati. E ieri, al termine della requisitoria, per due dei tre giovani (difesi dall'avvocato Pinuccio Motzo) ha chiesto l'assoluzione per mancanza di prove certe; tre anni per il terzo giovane (assistito dall'avvocato Luigi Greco) e infine per la donna sei anni di reclusione.

PATRIZIA MOCCI
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