Una tecnica di prelievo che permette il trattamento di un ampio numero di malattie ematologiche, neurologiche e nefrologiche per le quali i pazienti dell'Oristanese fino ad oggi erano costretti a faticose trasferte in altri ospedali.

E inoltre consente una raccolta del sangue più "intelligente", meno impattante per il donatore e più sicura per il ricevente.

LA TECNICA - Utilizzando una macchina chiamata "separatore cellulare", gli emocomponenti (globuli rossi, piastrine e plasma) nocivi, tossici o in eccesso saranno estratti dal sangue, che verrà in questo modo restituito all'organismo depurato. "Grazie a questa procedura, che consente la sostituzione di un emocomponente dal plasma nel caso in cui siano presenti sostanze tossiche, o nella sottrazione di un emocomponente in eccesso, è possibile trattare una lunga serie di malattie, tra cui la miastenia gravis, la sclerosi multipla, la porpora trombotica trombocitopenica, le sindromi di iperviscosità plasmatica, l'anemia falciforme e alcuni tipi di intossicazione acuta" spiega il direttore di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Paolo Casula. "Con l'avvio della nuova attività, resa possibile grazie all'acquisizione da parte della Asl oristanese di tre separatori cellulari, i pazienti affetti da queste patologie non dovranno più sottoporsi a stressanti trasferte verso altri centri dell'Isola, perché potranno effettuare la terapia qui al San Martino - afferma lo specialista -. Un beneficio notevole soprattutto per le persone che soffrono di malattie croniche e che sono costrette ad effettuare le sedute di aferesi ogni quindici o persino ogni sette giorni".

Ai nastri di partenza anche un'altra prestazione: "Presto - anticipa il direttore del Servizio Immunotrasfusionale - sarà possibile effettuare la raccolta di cellule staminali per l'autotrapianto, importante per le persone affette da malattie come linfomi, mielomi e leucemie". Attualmente - il servizio è partito da pochi giorni - sono già tre i pazienti che si stanno sottoponendo ciclicamente ad aferesi presso il San Martino, ed è un numero destinato a crescere.

Valeria Pinna
© Riproduzione riservata