Oristano invasa dalla social maniaNel mirino Seminario e Biblioteca
Anche Oristano città sarà “invasa” da curiosi e amanti del mondo social interessati a rappresentare e raccontare sul web l’unicità del Seminario e della Biblioteca Arcivescovile.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’invasione digitale, prevista per il 3 maggio alle 16, è stata organizzata da Tiziana Tirelli e Stefano Cannas. Nasce dalla passione di Fabrizio Todisco e Marianna Marcucci e rientra nel progetto internazionale più ampio delle Invasioni Digitali, che mira “a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovati rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura”.
L’evento di Oristano, nell’intenzione degli organizzatori, è finalizzato ad integrare la conoscenza di un bene difficilmente fruibile con la sua promozione on line, utilizzando la passione degli “invasori digitali” e la loro propensione alla condivisione sui social basata sull’empatia verso i luoghi e le emozioni che questi fanno scaturire in chi non ha paura di dire agli altri ciò che si prova durante visite ad alto tasso “culturale”.
L’evento si integra, e non si sovrappone, con il lavoro di tutte le persone impegnate in Monumenti Aperti, grazie ai quali anche gli invasori digitali potranno visitare sia il Seminario che la Biblioteca Arcivescovile.
L’appuntamento, per tutti colori i quali sono interessati a promuovere sui social l’esistenza ed il valore del Seminario e della Biblioteca è per le 15 e 45, i requisiti richiesti per la partecipazione sono: entusiasmo, presenza sui social (Twitter, Facebook, Instagram, Youtube, etc), l’utilizzo degli hashtag #invasionidigitali e #invasioniOR14, e l’essere armati di smartphone, tablet e macchine fotografiche, per condividere con il mondo intero la nostra grande bellezza.
Con l’invasione al Seminario, inaugurato il 1 maggio 1712 e intitolato a Santa Maria Assunta, e alla Biblioteca avremo la possibilità di far conoscere al mondo, e di conoscere meglio noi stessi, un immenso patrimonio culturale che troppo spesso viene dimenticato.