09 luglio 2011 alle 13:58aggiornato il 09 luglio 2011 alle 13:58
Oristano, incubo finito per la nave FaolaMarinai ora liberi di ritornare a casa
Finisce dopo due mesi l'incubo per 17 marinai abbandonati senza cibo né acqua dall'armatore nel porto di Oristano dopo il sequestro della loro nave per problemi di sicurezza. Il giudice ha disposto il termine del provvedimento per consentire al mercantile di raggiungere il porto di Atene.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I giudici del Tribunale civile di Oristano hanno dissequestrato la motonave Faola, una "carretta del mare" battente bandiera panamense, che da quasi due mesi era bloccata nel porto di Oristano. Il 28 maggio, durante le manovre d'ormeggio, la nave era andata a sbattere su una banchina e aveva sversato materiali altamente inquinanti nel bacino portuale. I successivi controlli disposti dalla Capitaneria di Porto avevano evidenziato deficienze che di fatto impedivano alla Faola la navigazione in condizioni minime di sicurezza. Il dissequestro è stato disposto per consentire alla Faola di raggiungere il porto ateniense del Pireo, dove dovrà essere sottoposta a importanti lavori di manutenzione, pena il divieto di approdare in tutti i porti della Comunità Europea. Gestita da una compagnia di navigazione greca, la Faola è iscritta in un registro internazionale marittimo russo con equipaggio di egiziani e pakistani e comandante ucraino. Il sequestro aveva fatto scattare un'emergenza umanitaria perché equipaggio e capitano, da 10 mesi senza stipendio, erano ridotti letteralmente alla fame e per di più senza acqua potabile e gasolio per far funzionare i servizi essenziali di bordo.
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