Oristano, crisi nera per l'imprenditoria femminile
Ieri il convegno “Donna e impresa” organizzato dal comitato imprenditoria femminile della Camera di commercioMimose ma non solo. Nella giornata della donna, fra omaggi floreali e sms d'auguri, c'è stato tempo e spazio per fare il punto sull'universo imprenditoriale in rosa. Un colore che non si abbina ai dati elaborati dal comitato per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile. Più grigio che rosa.
Le imprese attive con titolarità donna o società di persone e cooperative con almeno il sessanta per cento della compagine sociale donne sono 62 in meno rispetto al 31 dicembre 2008. In tutto 3.155 attive, 3.454 le imprese registrate (attive e non, quindi). Rispetto alle altre province sarde c'è un abisso o quasi. A parte Sassari e Cagliari dove si parla di altri numeri anche per popolazione residente, Oristano neppure si avvicina a Nuoro dove le imprese sono 7.388, duemila aziende rosa in più rispetto al capoluogo campidanese.
Il saldo negativo fra iscrizioni e cancellazioni interessa tutti i settori economici. Il maggior numero di aziende femminili operano nel commercio con 1.095 imprese, 939 sono quelle agricole attive, 571 nei servizi, 258 alberghi e ristoranti, 207 le aziende manifatturiere. Numero insignificanti nel settore delle costruzioni e trasporti dove il femminile è grande assente: 63 e 22, rispettivamente.
«Sono dati - osserva la presidente del comitato, Graziella Schintu - che ci devono far riflettere: le imprese al femminile, e purtroppo non solo, della nostra provincia stanno diminuendo e tutti siamo ben consci del ruolo che hanno le aziende in un territorio in termini di sviluppo economico e sociale».
Il dato generale elaborato da Movimprese per Oristano dice che nel 2009 le imprese sono diminuite di 404, un calo che tocca in particolare l'agricoltura, gli alimentari, il commercio al dettaglio; in crescita solo la ristorazione mentre resta bloccata l'edilizia.
Come rendere l'impresa più al femminile. Le proposte della presidente Graziella Schintu: «L'apertura di uno sportello dedicato, indispensabile punto di riferimento sia per chi vuole avviare una nuova impresa sia per quelle operative. Un modulo formativo denominato “creazione d'impresa” che suggerisca e piloti i passaggi burocratici, rapporti banche, e altro ancora. Un percorso sul marketing. Oltre a giornate di approfondimento e workshop». Tutta una serie di proposte presentate (e accolte) dalla giunta della Camera di commercio. Anzi, il segretario della Camera Massidda ne ha aggiunto un'altra: un bando per premiare i migliori progetti della nuova imprenditoria di cui una riservato alla donne. «Nella speranza di poter contribuire d'intesa col comitato per le realtà delle imprese al femminile della provincia e per il loro sviluppo».
ANTONIO MASALA