Oristano, braccio di ferro sulla reggiaIl sindaco Tendas: deve restare alla città
Anche un'ora e mezza di fila. Ma per gli oristanesi valeva la pena aspettare in piazza Manno per poter entrare nella reggia dei Giudici di Arborea. Il viaggio nella storia però potrebbe essere già finito dopo questi due giorni di Monumenti aperti.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sembra infatti che la vecchia casa di Eleonora d'Arborea (che fino allo scorso ottobre ha ospitato il carcere) continuerà a restare off limits per i cittadini: il Ministero intende adibire i locali a sedi per uffici statali per risparmiare sugli affitti. Ma in città è già polemica e il sindaco Guido Tendas è pronto a dare battaglia.
LA POLEMICA - Da anni si aspettava il trasferimento della casa circondariale nel nuovo carcere di Massama per poter restituire alla città la vecchia reggia giudicale. Nei mesi scorsi il sindaco Tendas aveva ipotizzato di trasferire la sede del Comune. La Regione aveva già presentato la richiesta per acquisire al patrimonio regionale la struttura, ma adesso la situazione si complica. «Lo Stato intende risparmiare sugli affitti - sostiene Tendas - ma noi non ci arrendiamo. Sarà una battaglia di popolo, ma la reggia deve tornare agli oristanesi. È un nostro diritto, la "municipalità" è l'erede del giudicato».
Anche il presidente della Regione Ugo Cappellacci, nella recente visita istituzionale a Oristano, si era detto d'accordo con l'idea di tutelare e valorizzare i luoghi storici della città.
LA REGGIA - La struttura è stata una delle più gettonate durante la prima giornata di "Monumenti aperti". Centinaia di persone, guidate dagli studenti, hanno potuto vedere da vicino sia l’antica reggia che il vecchio carcere. Le strutture di quella che è stata la residenza degli Arborea sono nascoste da intonaci e sovrastrutture, anche se tra la stanza che ospitava l'archivio e l'ex ufficio del direttore si possono scorgere le antiche volte e i muri possenti del palazzo giudicale. Sul lato destro si può visistare quel che resta della casa circondariale, che poteva ospitare circa 80 detenuti (anche se si era spesso in sovraffollamento e si arrivava ad avere anche 130 carcerati).
Dietro i portoni in ferro, verniciati di verde, si aprono piccole celle: poco più di un metro e mezzo, sul pavimento i buchi dove erano fissati i letti a castello, un lavandino e dietro il water alla turca. E ancora gli spazi per l'ora d'aria, le docce e lo spaccio. I muri con gli intonaci scrostati, la polvere e qualche incrostazione raccontano di un mondo a sé, talvolta dimenticato. La struttura potrà essere visitata anche domani mattina, mentre per l'intera giornata proseguiranno le visite negli altri 49 monumenti aperti. Questa edizione, organizzata dal Comune di Oristano con la collaborazione della fondazione Sa Sartiglia, dell'Antiquarium Arborense, della cooperativa La Memoria Storica e coordinata a livello regionale dall’associazione culturale Imago Mundi, prevede anche numerose manifestazioni collaterali e tanti servizi a disposizione dei visitatori. L'evento è possibile grazie al contributo di mille volontari, studenti, singoli e associazioni, due info-point della Provincia in piazza Eleonora) e la collaborazione dell'Antiquarium Arborense.
Valeria Pinna