Nell'estate 2008 Luigi Sanna, ex docente di lettere antiche, e Silvio Pulisci, editore, trovarono un pezzetto di bronzo nel Sinis; lo prese Pulisci e lo mise intasca e lì lo dimenticò fino ai primi di ottobre: allora decisero di denunciare il ritrovamento al sindaco di Cabras. A quel punto l'intervento della Soprintendenza che fece partire gli accertamenti. Durante il processo sono stati sentiti anche due archeologi che non hanno detto con certenzza che quel frammento potesse essere un reperto archeologico. Oggi i due, difesi dall'avvocato Elio Meloni, sono stati assolti.
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