In sovrappeso, svogliati, sempre attaccati alla televisione e, preoccupante novità, anche agli schermi dei computer. Non basta: non mangiano pesce ma insaccati, niente legumi o verdura ma bastoncini surgelati. E non fanno sport.

Questa è la triste fotografia dei bambini oristanesi che è emersa da uno studio condotto a livello regionale dal Sian e dal servizio di diabetologia delle otto aziende sanitarie sarde. In provincia sono stati oggetto di questa indagine centoventicinque bambini su un totale di 1.274, esclusivamente alunni iscritti alla terza elementare.

I NUMERI «I dati regionali raccolti rispecchiano esattamente la situazione di tutto l'Oristanese - ha affermato Elsa Madau, dietista del Centro diabetologico dell'ospedale San Martino - e la situazione è altamente preoccupante». Il quaranta per cento dei bambini è infatti obeso e il 21,5 è classificato nella tabella dei sovrappeso.

«L'obesità è una vera e propria piaga sociale, la malattia del benessere che sfocia poi nelle malattie come il diabete, le patologie cardiovascolari o posturali», commenta Elsa Madau.

LA DIETA Ma perché questi bambini sono grassi? Semplice, niente verdure cotte per oltre il cinquantacinque per cento del campione e più della metà non mangia mai legumi.

«Il dato più imbarazzante è che in una provincia legata al mare è quasi il sessanta per cento dei bambini a non mangiare pesce nemmeno una volta alla settimana - continua la dietista - e di contro invece mangiano carne quotidianamente e salumi anche più volte al giorno rispettivamente il 15 e il 7 per cento». Una dieta assolutamente sballata che crea oggi e lo farà purtroppo anche in futuro, dei seri problemi ai bambini.

NIENTE SPORT L'attività fisica è sconosciuta per il 37 per cento dei bambini, «fatto assai grave perché l'abitudine allo sport si prende proprio da piccoli». E una percentuale praticamente identica supera abbondantemente le ore consigliate davanti a televisione e computer.

I CONSIGLI «Più vita all'aria aperta, interazione tra i bambini - consiglia Elsa Madau - e diminuire drasticamente il ricorso ai cibi surgelati o precotti, come spinacine e bastoncini».

Quello di cui c'è davvero bisogno è di una «rieducazione non solo alimentare ma degli stili di vita», conclude la dietista del San Martino.

CATERINA COSSU
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