Non è più possibile individuare i soggetti che nel 2004 hanno pubblicato su un sito internet immagini porno (secondo le vittime un fotomontaggio) che ritraevano un noto uomo di sport, un allenatore, e due ragazze olbiesi. Le foto vennero inviate anche via email e mms, a centinaia di persone a Olbia e in altre città della Sardegna. Un vero massacro che dopo sette anni di indagini resta senza responsabili. La Procura di Sassari non ha avuto dai provider dati certi per identificare le persone che inserirono in un sito internet le immagini porno. Il portale web è stato oscurato qualche tempo dopo la clamorosa vicenda. Ad oggi, però, non esistono elementi inconfutabili sull'identità dei responsabili legali del sito e sulle persone che portarono a compito una devastante operazione di screditamento. I provider contattati dalla polizia postale hanno spiegato che i dati vengono cancellati dopo tre mesi, dunque l'inchiesta praticamente è finita.

È possibile, a questo punto, tirare le somme di questa indagine condotta dalla Procura di Sassari ma aperta su una vicenda tutta olbiese. Il fascicolo riguardante la divulgazione delle foto porno chiamava in causa diverse persone. Un uomo, un dipendente di Meridiana, ha patteggiato un anno e sei mesi di reclusione. È stato lui ha scattare le fotografie in una villetta di Olbia e poi a farle circolare. A quanto pare si tratta di una persona molto vicina alle vittime.

Una delle ragazze olbiesi finita dentro questa pessima vicenda (si è costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato Nicola Di Benedetto) aveva chiesto un'inchiesta approfondita sui responsabili del sito (un portale dedicato a maldicenze e pettegolezzi di basso livello) ma non potrà avere giustizia.
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