Olbia, esplode un'altra bomba:nel mirino un giovane di 28 anni
Sale la preoccupazione in città per gli atti intimidatori - incendi, fucilate e anche bombe - che vengono messi a segno quasi ogni giorno.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il primo messaggio gli era già stato recapitato qualche settimana fa, ieri è arrivato il secondo. Più forte, devastante. Tanto potente da sfondare porte e finestre, capace di sgretolare l'intonaco della facciata. La bomba, davanti alla casa della famiglia Cedrino, è esplosa poco dopo le quattro del mattino: gli abitanti via Ammannati, una traversa di viale Aldo Moro, sono stati svegliati di soprassalto, ma il boato si è sentito in mezza città. Fin troppo facile ora per gli agenti del commissariato ricollegare l'attentato della scorsa notte con altri due episodi: un accoltellamento avvenuto il 6 agosto proprio in via Ammannati e un atto intimidatorio messo a segno due giorni dopo. La casa della famiglia Cedrino (dove abita anche il giovane accusato di aver ferito a coltellate un ex amico durante un litigio) era stata colpita da una raffica di fucilate. Cinque colpi per far capire a Maurizio Cedrino (il ventottenne denunciato dalla polizia per aver ferito il rivale) che qualcuno aveva deciso di fargliela pagare. Con gli interessi, evidentemente.
L'ESPLOSIONE La bomba è stata piazzata sull'uscio della palazzina arancione. Il boato ha scardinato la porta in ferro e devastato la facciata. I calcinacci sono volati da tutte le parti, le schegge di vetro sono arrivate a decine di metri di distanza. Due Fiat Punto, una blu e una nera, sono state travolte in pieno dall'onda d'urto provocata dall'esplosione: erano parcheggiate a pochi metri dalla casa della famiglia Cedrino e i proprietari, ieri mattina, le hanno trovate con parabrezza sfondato e carrozzeria bucherellata. Un incubo per tutto il quartiere che è stato spaventato da un boato terribile. In tanti sono usciti in strada per vedere cosa fosse successo e nel giro di qualche minuto in via Ammannati sono arrivati i vigili del fuoco e gli agenti della Squadra volante.
LE INDAGINI Proprio agli uomini del commissariato il compito di tentare di individuare gli autori dell'attentato. Partendo da un dubbio che è quasi certezza: la bomba potrebbe essere il terzo tempo di una storia iniziata quasi un mese fa con il litigio (scoppiato pare solo per il furto di un televisore) concluso a coltellate proprio davanti all'abitazione dove ieri è esplosa la bomba. La vittima, Mario Giovanni Cossu di 28 anni, era finito in ospedale per farsi curare diverse lesioni e nel frattempo la polizia aveva fatto partire una denuncia a piede libero nei confronti del giovane che (stando all'esito delle indagini) avrebbe impugnato il coltello e colpito più volte il rivale. L'accusa era scattata proprio nei confronti di Maurizio Cedrino, al quale dopo appena due giorni è stato fatto arrivare un altro messaggio di fuoco. Nel cuore della notte qualcuno si era appostato davanti alla palazzina e aveva preso la mira. Una raffica di pallettoni aveva raggiunto la facciata dell'abitazione e un proiettile era finito nel soffitto della camera da letto. Nessuno era stato ferito, per fortuna, ma anche quella notte c'era stata molta paura. Si pensava che il regolamento di conti fosse concluso e invece, ieri notte, c'è stato un altro episodio inquietante. E anche molto pericoloso, visto che i componenti della famiglia Cedrino dormivano nelle stanze non molto lontane dall'ingresso di casa.
L'ESCALATION Tra attentati, ritorsioni e messaggi intimidatori, polizia e carabinieri hanno perso il conto degli episodi avvenuti negli ultimi mesi. Quasi ogni notte in città si sente l'eco di una bomba, oppure il rimbombo dei colpi di fucile. Storie di droga, si intrecciano con piccole ritorsioni e in mezzo ci sono anche questioni di banali gelosie. Talvolta di natura sentimentale.
NICOLA PINNA