Corsa, tiro e temperamento forte. Erano le specialità della casa offerte da Tonio Porcu, leggenda del calcio seuese, prima da giocatore e poi da allenatore. Si è spento oggi, all’età di 76 anni.

Fino a quando la salute gliel’ha permesso, non si è mai allontanato dall’ambiente gialloblù, di cui è stato un’istituzione insieme a Carmine Lai, 75 primavere sulle spalle che ora ha perso il suo compagno d’attacco. Insieme componevano una coppia affiatata, capace di creare rogne alle difese avversarie.

Per Porcu anche una fugace apparizione anche tra i professionisti durante la leva militare. Poi il ritorno alle origini, al servizio della comunità dov’era nato e in cui ha piantato radici mettendo su famiglia. Due dei quattro figli hanno ereditato la grande passione per il calcio, emulandolo in campo. Con il passare dell’età, Tonio Porcu aveva arretrato la posizione in campo, divenendo centrocampista di lotta e di governo. Un po’ come fece Giampiero Boniperti, che aveva trasformato la sua carriera da centravanti puro a mezzala nella Juventus.

Appese le scarpette al chiodo, Porcu, aveva proseguito il suo impegno conseguendo le varie abilitazioni come allenatore. Aveva insegnato tecnica e valori dello sport a centinaia di ragazzini. Ma l’uomo, di professione agente di commercio, era attivo anche nel sociale, tra i comitati paesani. «Tonio Porcu è stato un ottimo istruttore per i ragazzi. Aveva capacità tecnico-organizzative importanti», è il ricordo offerto da Carlo Mura, ex docente e dirigente scolastico originario di Ussassai che, ai tempi che furono, aveva sfidato più volte in campo (Mura era portiere) l’amico Tonio.

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