Santa Maria Navarrese, affonda un peschereccio: morti il comandante e un marinaio, i corpi non si trovano
Salvato un terzo membro dell’equipaggio. Sul posto la Guardia costiera di Arbatax, in volo anche un elicottero. Cordoglio della Regione. La Cgil: «Drammi che non si possono più accettare»Tragico incidente nel mare davanti a Santa Maria Navarrese: un peschereccio della marineria di Arbatax – il motopesca “Luigino” – è affondato in un tratto dal fondale a 200 metri e il bilancio è drammatico.
Due i morti: hanno perso la vita Antonio Morlè, comandante dell’imbarcazione, ed Enrico Piras, entrambi di Tortolì. I corpi non sono ancora stati recuperati: quello di Morlè, che era il comandante, sarebbe andato a fondo con il peschereccio, mentre quello del marinaio Piras è alla deriva e sono in corso le ricerche.
Antonio Lovicario, altro marinaio, è riuscito a salvarsi ed è stato trasportato al porto di Arbatax a bordo del peschereccio Zeus di proprietà di Maurizio Morlè, fratello di Antonio. Le sue condizioni sono rassicuranti. Il peschereccio Zeus è attraccato sulla banchina di ponente alle 14.30 dove ad attenderlo c’erano decine di persone.
Sul posto la motovedetta CP811 dell'Ufficio circondariale marittimo di Arbatax. In volo anche un elicottero della 4° Sezione volo della Guardia costiera, decollato da Decimomannu. Le attività di soccorso sono coordinate dal Reparto Operativo di Cagliari, con il comandante Mattia Caniglia.
L’intervento degli uomini della Capitaneria è stato reso particolarmente difficile a causa delle condizioni meteo-marine.
Cordoglio della Regione
«La tragedia del peschereccio avvenuta nella tarda mattinata di oggi, colpisce profondamente la Sardegna intera»: lo afferma l’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus, parlando a nome della Regione. «Come assessore competente esprimo cordoglio alle famiglie delle persone scomparse e vicinanza al pescatore che è riuscito a salvarsi. Un ringraziamento al personale della Guardia Costiera», conclude l’assessore, «e a tutti coloro che hanno prestato soccorso in condizioni meteo marine molto complicate».
I sindacati
Cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime arriva dalla Flai Cgil della Sardegna: «Ancora una volta», ha detto la segretaria Valentina Marci, «il mare si porta via le vite di lavoratori che svolgono un mestiere duro, esposto quotidianamente a rischi enormi, spesso aggravati da condizioni meteo-marine difficili, costi di gestione insostenibili e margini economici sempre più ridotti». La pesca resta uno dei settori con il più alto indice di rischio in Italia: «Non possiamo limitarci al cordoglio: serve un intervento strutturale immediato su sicurezza, formazione e ammodernamento della flotta».
La Flai chiede l’apertura urgente di un tavolo regionale e nazionale sulla sicurezza nella pesca, maggiori investimenti per il rinnovo delle imbarcazioni e delle dotazioni di sicurezza, controlli efficaci ma accompagnati da sostegno economico alle imprese sane, tutele concrete per i lavoratori e le loro famiglie, anche attraverso ammortizzatori adeguati nei periodi di fermo e nelle situazioni di emergenza.
«Non è accettabile che nel 2026 si continui a morire di lavoro in mare. La pesca è presidio economico, sociale e culturale delle nostre coste, in particolare in territori come l’Ogliastra, dove rappresenta identità e sostentamento per intere comunità».
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(Unioneonline)
