C’è l’incognita meteo, con le previsioni di un severo peggioramento, sulla ripresa delle ricerche dei corpi di Antonio Morlè, 53 anni, e Enrico Piras, di 63 (entrambi di Tortolì), rispettivamente comandante e marinaio del peschereccio Luigino, affondato questa mattina nel mare di Santa Maria Navarrese. Una motovedetta e un elicottero della Capitaneria di Porto hanno pattugliato la costa fino al tramonto di oggi. Nuove attività sono programmate al sorgere del sole. Ma è attesa una tempesta di maestrale che potrebbe rendere difficili le operazioni. 

L’allarme è scattato nella tarda mattinata, quando la sala operativa di Arbatax è stata allertata tramite sistema Cospas Sarsat, sistema progettato per assistere le operazioni di ricerca e soccorso in grado di fornire i dati di localizzazione dei mezzi in pericolo:  l’incidente è avvenuto a  circa tre miglia nautiche a est dal porto di Santa Maria Navarrese. In zona c’era anche il motopesca Zeus, della stessa società armatrice: le due imbarcazioni erano in balia delle onde di tre metri nel mare in burrasca, con venti  sino a 60 km/h. 

La richiesta di soccorso è stata accolta dalla sala operativa della Guardia Costiera di Arbatax che, sotto il coordinamento del comando di Cagliari, ha disposto l’intervento in zona della motovedetta CP 811. Intanto il comando del Zeus, in contatto con la sala operativa, ha comunicato  di aver recuperato un naufrago in buone condizioni di salute – Antonio Lovicario, 38 anni, che si trovava a bordo del Luigino –  e ha purtroppo confermato la notizia dei due dispersi:  il comandante Morlè,  non riemerso dopo l’affondamento, e il marinaio Piras, trovato senza vita poco dopo l’affondamento ma inghiottito dalle onde.

L'arrivo in banchina del peschereccio Zeus, che ha portato in salvo il marinaio superstite (Roberto Secci)

Lo Zeus ha fatto ritorno in porto  mentre sono iniziate le ricerche dei dispersi con l’equipaggio della motovedetta CP811. Considerate le condizioni meteo pessime il comando di Cagliari  ha inviato un elicottero Nemo 11 della quarta  sezione volo della Guardia Costiera di Decimomannu, per  ampliare la zona di ricerca. Ma tutti gli sforzi si sono rivelati vani. 
L’ufficio circondariale marittimo di Arbatax ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia e le cause dell’affondamento del peschereccio: gli elementi raccolti, comprese le testimonianze, confluiranno nel fascicolo aperto dalla  Procura della Repubblica di Lanusei.

Enrico Fresu 

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