Dopo l’allarme lanciato appena un mese fa dall’Asl di Nuoro su una serie di messaggi truffa legati a presunte “comunicazioni urgenti sullo stato vaccinale del proprio figlio”, torna a circolare una nuova ondata di raggiri via SMS. Questa volta nel mirino dei truffatori c’è la Tari, la tassa sui rifiuti. Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando le segnalazioni di messaggi che avvisano di una presunta “posizione TARI irregolare”, invitando i cittadini a chiamare con urgenza numeri telefonici con prefisso 895 per evitare sanzioni.

Si tratta, anche in questo caso, di un tentativo di truffa ben costruito, che punta a generare ansia e a spingere le vittime ad agire senza verificare. Il meccanismo è simile a quello già segnalato nelle scorse settimane: l’SMS utilizza toni allarmistici e richiama l’urgenza di mettersi in regola, ma il numero da contattare è a pagamento e non ha alcun collegamento con enti pubblici o uffici comunali. Una volta effettuata la chiamata, il rischio è quello di incorrere in costi elevati o, peggio, di fornire dati personali a soggetti sconosciuti.

A intervenire pubblicamente sono stati anche alcuni Comuni, come Orgosolo e Orosei costretti a chiarire la situazione per evitare che i cittadini cadano nel raggiro. Le amministrazioni comunali hanno diffuso avvisi ufficiali attraverso i propri canali social, spiegando che i messaggi in circolazione sono fraudolenti e invitando la popolazione a non contattare i numeri indicati. In particolare, viene ribadito che gli uffici tributi non utilizzano numeri a pagamento per comunicazioni con i contribuenti e che eventuali notifiche relative alla Tari avvengono esclusivamente tramite canali ufficiali, come posta ordinaria o posta elettronica certificata (PEC).

Sottolineando alcune regole fondamentali per difendersi da questi tentativi di truffa: non rispondere agli SMS sospetti, non chiamare i numeri indicati nei messaggi, non fornire dati personali o informazioni sensibili, diffidare da comunicazioni che creano urgenza o allarme. La prudenza resta la prima difesa: in caso di dubbio è sempre consigliabile contattare direttamente gli uffici comunali attraverso i recapiti ufficiali, evitando qualsiasi interazione con numeri o link presenti nei messaggi sospetti. Il fenomeno delle truffe via SMS, noto anche come “smishing”, continua dunque a evolversi, adattandosi ai temi più sensibili per i cittadini, dalle questioni sanitarie fino ai tributi locali. Un motivo in più per mantenere alta l’attenzione e verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute.

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