Nel processo penale per la tragedia del ponte di Oloè, nell’alluvione Cleopatra del 18 novembre 2013, dove morì l’agente Luca Tanzi, sono arrivate assoluzioni e prescrizioni. Ma sul piano civile, davanti al Tribunale delle Acque di Cagliari, la consulenza tecnica disegna uno scenario molto diverso. Per i consulenti tecnici d’ufficio, incaricati dal Tribunale, la tragedia sarebbe stata prevedibile ed evitabile e la Provincia avrebbe responsabilità «chiare», «gravi» e «inequivocabili».

La relazione parla esplicitamente di «nesso causale diretto» tra le omissioni dell’ente e il sinistro costato la vita al poliziotto Luca Tanzi, morto nell’auto di servizio per il crollo di una spalletta del ponte. I consulenti individuano i punti centrali: l’assenza di presidi tecnici per monitorare il ponte, una riapertura senza verifiche adeguate, mancanza di dispositivi automatici di blocco del traffico. Per i consulenti, «l’adozione delle misure doverose avrebbe evitato il sinistro». In sostanza, la tragedia non fu soltanto il risultato di un evento naturale eccezionale, ma anche «della sistematica inosservanza di obblighi normativi specifici e della negligenza nell’adempimento di doveri istituzionali consolidati».

Fabio Ledda

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