In tre, tutti cittadini di origine extracomunitaria, erano rinchiusi all’interno di un capannone nelle campagne di Ottana, costretti a lavorare la marijuana in condizioni di isolamento. La scoperta è avvenuta durante un’operazione della Polizia di Stato contro la produzione di sostanze stupefacenti e il caporalato.

Cinque persone sono state denunciate.

Il blitz degli agenti del Commissariato di Ottana, nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore di Nuoro per contrastare la produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, ha consentito di portare a termine un ingente sequestro di cannabis in due località agricole del Nuorese.

Complessivamente, sono state sequestrate circa tre tonnellate di marijuana e 10mila piante poste in essiccazione. Durante le operazioni, gli agenti hanno perquisito un casolare apparentemente abbandonato, con le finestre sbarrate e l’ingresso chiuso dall’esterno con catene e lucchetti. All’interno hanno trovato i tre di origine extracomunitaria, uno dei quali diventato cittadino italiano, intenti a lavorare i prodotti della cannabis.

I lavoratori sarebbero stati costretti a operare in condizioni di totale isolamento, senza vie di fuga e senza servizi igienici, con l’unico compito di lavorare la marijuana.

Le successive indagini hanno permesso di accertare che uno degli indagati gestiva i lavoratori segregati. Per lui è scattata un’ulteriore denuncia per caporalato e sfruttamento lavorativo.

La droga è stata sottoposta a sequestro, convalidato dal sostituto procuratore di Nuoro Gabriele Carta , che coordina le indagini. I cinque uomini sono stati denunciati.

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