Nuoro, morto il penalista Gianni Sannio: aveva 87anni
Maestro del Foro, è stato testimone di mezzo secolo di giustizia sardaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È morto questa notte Gianni Sannio, uno dei penalisti più autorevoli della Sardegna, figura storica del Foro di Nuoro e protagonista indiscusso della giustizia isolana per oltre cinquant’anni. Originario di Orune, aveva 87 anni. Domani, domenica 31 agosto 2025, alle 15:30, la città lo saluterà per l’ultima volta nella Cattedrale di Santa Maria della Neve.
Con lui se ne va un testimone lucido e appassionato di decenni di trasformazioni nel diritto penale e nella società sarda. Un uomo che ha attraversato la storia della criminalità isolana dagli anni Settanta a oggi, sempre con la toga sulle spalle e la schiena dritta, difendendo ogni persona “contro tutti e tutto” – come lui stesso amava dire.
Nel giugno del 2023, appena due anni fa, Sannio era stato premiato dall’Ordine degli Avvocati di Nuoro con la medaglia d’oro per i 50 anni di professione, condividendo il riconoscimento con il collega e amico di sempre, Angelo Merlini. In quell’occasione, entrambi – 85 anni lui, 75 Merlini – furono celebrati come “testimoni di oltre cent’anni di storia della criminalità sarda”, protagonisti nei più importanti processi celebrati nei tribunali dell’isola e del continente. Un lungo applauso, commosso e sentito, chiuse la cerimonia, quasi un anticipo del saluto che oggi Nuoro gli rivolge.
Sannio ha fatto la storia del diritto penale sardo, e non solo. Fu tra i protagonisti delle difese nei processi legati ai sequestri di persona – da Devoto a Locci, da De Megni al piccolo Kassam – ma anche nei procedimenti per alcuni dei più sanguinosi omicidi e faide dell’interno, come Oniferi, Noragugume o il conflitto a fuoco di Sa Janna Bassa, a Orune, che costò la vita a due latitanti e ferì un ufficiale dei Carabinieri.
Oltre che avvocato, era professore di scienze umane e storia nei licei. Coltissimo, riservato, di grande rigore morale, ha partecipato a numerosi convegni e scritto saggi importanti, in particolare sul pensiero di Antonio Pigliaru e sull’evoluzione del banditismo in Sardegna, un fenomeno che aveva studiato, conosciuto e raccontato da vicino.
La sua è stata una vita spesa dentro e attorno ai tribunali, sempre al servizio della giustizia e della dignità delle persone. Una figura che lascia un vuoto profondo nella comunità forense, e nella città di Nuoro.