Marghine, terremoto nell'Unione dei Comuni: sei sindaci chiedono le dimissioni di presidente e giunta
«Serve una guida autorevole, condivisa e pienamente legittimata». La replica: «L’unità del territorio non si annuncia con un atto di guerra»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'Unione dei Comuni del Marghine si sgretola di fronte ad una tempesta politica. Sei sindaci su dieci, infatti, hanno firmato un documento, dove si chiede l'avvio immediato di una nuova fase di gestione dell'Ente, dove però si concretizza una situazione che rischia di dividere clamorosamente il territorio.
Si chiede l'apertura di una nuova fase politica e amministrativa, attraverso la revisione degli indirizzi programmatici e un rinnovamento degli organi istituzionali e di governo dell'Ente, quindi con le dimissioni immediate dell'attuale presidente, Franco Scanu, sindaco di Sindia e della giunta esecutiva, il cui mandato scade a dicembre.
I sei sindaci, Francesco Manconi (Bolotana), Tore Ghisu (Borore), Patrizia Tomassetti (Bortigali), Nino Muroni (Dualchi), Federica Arca (Birori) e Michele Corda (Noragugume), chiedono formalmente la convocazione urgente dell'assemblea e procedere con l'azzeramento della giunta esecutiva e l'elezione di una nuovo presidente e componenti della stessa giunta.
«Nel corso di diverse sedute assembleari, i sottoscritti hanno formalmente rappresentato la necessità di aprire una nuova fase politica e amministrativa nella vita dell’Unione- è scritto tra l'altro nel documento- visto che l'Ente versa ormai da troppo tempo in una situazione di sostanziale precarietà sul piano della governance, che rischia di compromettere la piena operatività e la capacità di rispondere alle esigenze dei Comuni aderenti. A seguito delle elezioni amministrative svoltesi nel mese di giugno, gli organi esecutivi che compongono la Giunta dell’Unione non risultano ancora formalmente ricomposti, così come previsto dallo statuto».
Il documento recita: «La proposta non nasce da una volontà di contrapposizione, ma dall'esigenza di restituire all'Unione dei Comuni una guida autorevole, condivisa e pienamente legittimata dal confronto tra i sindaci, nell'interesse del territorio».
I sei sindaci chiedono l'elezione del presidente, l'elezione dei componenti della giunta esecutiva, le determinazioni per il rilancio dell'attività amministrativa e programmatica dell'Unione. Tutto deve avvenire in tempi brevi. «E' necessario assumere, con senso di responsabilità e senza ulteriori rinvii, le decisioni necessarie a restituire piena operatività dell'ente». Si profila però uno scontro politico.
«L'unità del territorio- dice il sindaco di Macomer, Riccardo Uda- non si annuncia con un atto di guerra». La risposta all'azione dei sei sindaci firmatari del documento sarà data nel corso di una conferenza stampa annunciata dal sindaco di Macomer e dagli altri tre sindaci non firmatari la prossima settimana.
Di fatto, anche se all'Unione dei Comuni i sei sindaci firmatari rappresentano la maggioranza, in termini di abitanti ne rappresentano circa 6500, mentre la minoranza ne rappresentano oltre 13mila.
