Un patto per ridare splendore a rigenerare l'area industriale storica è stato stretto tra l'amministrazione comunale, le università di  Salerno e Napoli, ma anche quella di Sassari, soggetti privati e rappresentanti del territorio. Un patto legato ad un progetto ambizioso, che dovrà portare alla valorizzazione di storici edifici industriali, le ferrovie, ma anche la ex Alas e la vallata di S’Adde. C'è già un progetto organizzato per il futuro, dedicato alla rigenerazione del quartiere industriale storico e alle prospettive di valorizzazione territoriale della cittadina. Un progetto che diventa un documento ufficiale, che tratta delle ipotesi di intervento, che è emerso in un recente incontro, che ha visto la partecipazione del sindaco Riccardo Uda, l’assessora alla cultura Rita Atzori, il promotore dell’iniziativa Francesco Albano, il liquidatore della società produttrice di formaggi, la BDR, con Antonino Persico, l’avvocato Antonello Cosseddu e rappresentanti del mondo universitario, tra i quali Stefania Ecchia, dell’Università di Salerno, e Amedeo Lepore, dell’Università della Campania, quindi la presidente del Gal del Marghine, Serenella Salis. L’idea è quella di non considerare separatamente i singoli immobili, gli archivi, le iniziative culturali e le risorse turistiche, bensì di provare a ricondurli all’interno di una visione coordinata per Macomer e per il territorio circostante. E' emersa anche l’opportunità di collegare maggiormente questa realtà con gli altri patrimoni presenti in città, quali l’archivio dello stabilimento conservato nella biblioteca comunale, il polo fieristico, la mostra del libro e i complessi industriali storici riconducibili alle famiglie e alle società che hanno segnato la storia produttiva macomerese, agli inizi del Novecento. L'assessora Rita Atzori ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione delle iniziative e di costruire un quadro nel quale possano dialogare Comune, proprietari privati, università, Gal e altre realtà territoriali. dall'incontro è scatturita la necessità di ragionare in termini di sistema. Nel progetto trova spazio anche un’altra direttrice: utilizzare la posizione geografica di Macomer e la sua dotazione di servizi come base per una strategia di destagionalizzazione turistica. Le idee emerse attorno al patrimonio industriale storico di Macomer entrano ora in una fase nella quale dovrà essere verificata la possibilità di trasformarle in un programma territoriale strutturato

© Riproduzione riservata