Macomer, l'Unione dei Comuni lacerata da una crisi senza precedenti
Muro contro muro tra blocchi contrapposti di sindaci sulla presidenza ScanuPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lacerata dalle divisioni interne, all'Unione dei Comuni si procede verso una crisi senza precedenti. Sei sindaci da una parte, che chiedono la testa del presidente Franco Scanu, quindi sostituirlo con una guida autorevole, quattro sindaci dall'altra, tra cui quello di Macomer. Questi ultimi puntano a mantenere gli assetti attuali e quindi l'unità del territorio, difendendo l'operato del presidente e cercando quindi il dialogo, che appare però impossibile.
Un muro contro muro. Una situazione difficile, per certi versi drammatica, che porta inevitabilmente ad una situazione di crisi politica dell'ente, a scapito dell'intero territorio. Una crisi senza precedenti, dove non si intravedono sbocchi. Aspetto che è stato al centro della conferenza stampa alla quale erano presenti il sindaco di Macomer, Riccardo Uda, quello di Sindia, Franco Scanu (presidente in carica), di Silanus, Gian Pietro Arca e quello di Lei, Luigi Cadau.
«L'unione dei Comuni», è stato detto durante la conferenza stampa, «non ha bisogno, come chiedono i sei sindaci firmatari, di una guida autorevole, perché ce l'ha già col sindaco di Sindia Franco Scanu. Il suo mandato naturale scadrà a breve e fino ad allora continueremo a sostenerlo, contrapponendoci a iniziative che rappresentano un danno non solo per il Marghine, ma anche per le singole comunità di Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi e Noragugume che, apparentemente i propri sindaci vorrebbero far credere di voler tutelare con un atto ostile, ma privo di contenuti».
Nella conferenza stampa è stato sottolineato che i sei sindaci che chiedono la testa del presidente Scanu vogliono nascondere, volutamente, il fatto di essere una netta minoranza del territorio, rappresentando solo un terzo della popolazione. «Vorrebbero imporre un governo delle minoranze contro il quale ci batteremo strenuamente, per non far passare questa deriva che ha fini ancora poco chiari. Chiederemo l'istituzione di un voto ponderato».
Concetto ribadito dal sindaco Riccardo Uda, dallo stesso presidente Franco Scanu, dal sindaco di Lei Luigi Cadau («Un atto sabottativo che non porta da nessuna parte«), quindi dal sindaco di Silanus, Gian Pietro Arca («Quello dei sei sindaci è un atto da bulli»).
Il presidente Franco Scanu annuncia la convocazione a breve dell'assemblea, ma appare scontato l'esito. Ci sarà una maggioranza, un nuovo presidente, ma il tutto potrebbe avere la durata di pochi mesi, considerando che il prossimo anno si vota in diversi paesi.
