Basta con la grande incompiuta, per la quale sono state spese ingenti risorse pubbliche. L'amministrazione comunale, infatti, sollecita la Provincia e la Regione per intervenire, con un cospicuo finanziamento, a completare la strada di circonvallazione urbana e del suo raccordo con la statale 131. Una strada che era stata progettata ben 17 anni anni fa, per deviare il traffico pesante fuori dall'abitato evitando l’attraversamento nelle vie interne della cittadina. La strada è in parte realizzata, ma non bitumata, a partire dalla rotatoria sulla strada per San Leonardo fino a un ponte realizzato su un ruscello dietro il Cpr. Tutto il resto è da fare. 

Il Comune ora ripropone  la ripresa dei lavori nella grande incompiuta.  Un intervento per il quale serve un finanziamento di 10 milioni di euro. Una strada non marginale. "Il completamento di quest'opera- dice Danilo Masala, assessore ai lavori pubblici- risolverebbe definitivamente il problema del traffico pesante che attraversa l'abitato, che crea immensi danni alla viabilità interna". Intanto sono stati appaltati i lavori per la sistemazione dell'ingresso nord della cittadina, grazie ad uno stanziamento che vale un milione e 300 mila euro, finanziato in parte dalla Regione e una parte dal Comune, attraverso un mutuo. Si tratta della strada, di competenza comunale, che parte dal bivio per Bosa, collega il poliambulatorio di Nuraghe Ruju, fino all'ingresso della cittadina, che comprende anche via Lussu, col proseguimenti fino alla zona dello stadio di Scalarba. Sollecitata dall'amministrazione comunale, la Provincia interviene anche per la sistemazione della strada di sua competenza, per l'uscita ovest di Macomer verso il monte di Sant'Antonio e il Montiferru, che versa in condizioni precarie. Il Comune chiede alla provincia e alla Regione la sistemazione dell'ex Carlo Felice, che collega Macomer con la statale 131 verso Cagliari e Oristano e attraversa l'area industriale di Tossilo. Enormi buche che sembrano crateri, avvallamenti, strettoie e frane caratterizzano quei cinque chilometri di strada, alquanto traficata, che è anche la strada di accesso all'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti. 

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