Una lettera ai ministri Anna Maria Bernini e Giuseppe Valditara. Per andare oltre i niet della Regione, dimenticare le promesse sull’abbandono scolastico, i giovani in fuga, il lavoro che non c’è. A Siniscola, Dorgali e in tutta la Baronia il futuro è adesso e si chiama Einstein Telescope, ma anche Parco della Biosfera di Tepilora, turismo elevato cultura e integrazione tra comunità diverse. Ma questo futuro necessità dell’inglese. Non può farne a meno. 

Il dirigente scolastico del Michelangelo Pira Sebastiano Lai, di Irgoli, ha scritto ai ministri: «Perché la battaglia non si ferma alla Sardegna e non è persa. Prendo atto che finora è mancata la volontà politica. Ma la questione resta aperta. E io non intendo arretrare».

La delusione

Gennaio, mese cruciale per l’orientamento. Lai pensava di poter offrire quel che il territorio delle Baronie chiedeva, il linguistico. Si è visto rispondere: Non possiamo, ma a Nuoro vi sono ben due autonomie.

«È l’ultimo tassello mancante per completare un’offerta formativa moderna, coerente con le grandi sfide del futuro», afferma il dirigente.

«Mai avrei immaginato – prosegue Lai – che la delibera del collegio dei docenti plenario, quella del consiglio d’istituto, le delibere dei consigli comunali di Siniscola e Dorgali e, infine, quella della Provincia di Nuoro, potessero essere disattese in questo modo. Così si nega di fatto il diritto allo studio a tanti giovani».

Per il dirigente non è semplice comprendere i motivi di questa decisione. «Diventa difficile spiegare come si possa impedire a una scuola di essere motore di internazionalizzazione, integrazione culturale e contrasto alla dispersione scolastica. Nel 2025, negare lo studio delle lingue significa negare opportunità, futuro, cittadinanza europea».

Odiati numeri

Dalla Regione si parla di numeri, gli stessi numeri con i quali il Governo taglia i servizi. «Ho l’onore di dirigere una scuola viva e radicata nel territorio. Con il corso agrario a Mamone, offriamo una concreta possibilità di reinserimento sociale. Il “Pira” comprende scientifico, nautico e professionale per l’agricoltura. Non è una scuola in crisi, ma dinamica, capace di rispondere ai bisogni reali».

Il dirigente ha scritto al ministro per difendere la legittima aspirazione del territorio. «Se in Sardegna manca la volontà politica di garantire il diritto allo studio delle lingue, allora è dovere dello Stato intervenire. Non mi fermerò: sono pronto ad arrivare fino al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella».

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