Assolto da 13 capi di imputazione perché il fatto non sussiste. «Quando ripenso ai severi e per me ingiusti provvedimenti utilizzati nei miei confronti (gli arresti domiciliari, l’allontanamento dal paese, considerazioni, notizie roboanti e, talvolta, non veritiere), provo ancora un profondo senso di amarezza. Ancora oggi mi sembra davvero tutto così sproporzionato, senza senso e, per certi versi, oltraggioso. Tutto questo fa male, male davvero e lo fa ancora di più il solo pensare che tutto abbia avuto inizio dalle rivelazioni spontanee, gratuite, fuorvianti della realtà dei fatti, rese agli inquirenti da una, così definita, fonte confidenziale, di certo animata da un assurdo livore nei miei confronti, con un’idea malata di distruzione non solo politica e amministrativa, ma anche umana, sociale e familiare».

Con queste parole Tore Ghisu, assolto dopo 11 anni da accuse infamanti, rende noto il suo stato d'animo, a quattro giorni dalla sentenza pronunciata dalla Corte d'appello di Cagliari, che lo assolve definitivamente dai ben 13 capi di imputazione.

«Le tantissime e affettuose attestazioni di stima e di vicinanza che mi sono arrivate in questi giorni, in svariati modi - scrive - mi hanno davvero commosso e accrescono quel sentimento di soddisfazione che ho provato nell’apprendere, dopo 11 anni di attesa, l’esito della sentenza pronunciata dai giudici della Corte d’Appello. Undici anni di forte sofferenza, di precarietà e di incertezza che hanno costantemente minato, nel profondo, la mia vita, ponendomi tanti interrogativi; anche se ho sempre cercato, nei momenti più difficili, di trovare la forza e il coraggio di andare avanti sostenuto dal credere sempre nella correttezza del mio agire come sindaco del mio paese e, allo stesso tempo, di credere che la giustizia avrebbe riconosciuto le mie ragioni. Proprio per questo ho sentito il dovere di rinunciare alla prescrizione, in particolare per i tantissimi cittadini che mi hanno sempre dimostrato il loro consenso con il quale sono stato eletto, più volte, sindaco del mio paese».

Il sindaco ringrazia i suoi concittadini, gli amici, i familiari, i sindaci e colleghi di tutta l'isola. «Vorrei dedicare un ricordo particolare a Giovannino Murgia, (scomparso un paio di anni fa, all’epoca di questi fatti assessore comunale), che mi ha sempre incoraggiato e, con trepidazione e fiducia, attendeva il momento di sapere che anche i giudici avrebbero riconosciuto le mie ragioni, la mia innocenza affermando che il fatto non sussiste. Purtroppo non ha vissuto abbastanza». 

© Riproduzione riservata