Lunedì la condanna a vent’anni per l’omicidio di Luca Goddi ha segnato un passaggio decisivo nel procedimento, ma nelle ultime ore l’inchiesta ha registrato un nuovo sviluppo: per Pietro Contena è scattato un nuovo arresto. L’uomo ieri è stato raggiunto nel carcere di Massama dov’è rinchiuso da una nuova misura di custodia cautelare in carcere. In manette è finito anche il figlio, Salvatore.

L’operazione dei carabinieri a Orune è scattata prima dell’alba. Un imponente dispiegamento di forze ha visto impegnati i militari del Comando provinciale di Nuoro, con il supporto dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Sardegna”, del Nucleo elicotteri di Olbia e del Reparto Squadriglie anticrimine.

L’intervento, coordinato dalla Procura della Repubblica di Nuoro, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Nuoro su richiesta della Procura, al termine di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Bitti. Pietro Contena è considerato dagli investigatori il presunto vertice del gruppo.

Le accuse, a vario titolo, riguardano porto e detenzione abusiva di armi, ricettazione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nelle perquisizioni sono stati sequestrati due fucili e due pistole con matricola abrasa, munizioni, due metri di miccia detonante, 340 grammi di esplosivo da cava e circa 850 grammi di marijuana.

Per gli investigatori, tra le armi sequestrate potrebbe esserci anche la pistola utilizzata per l’omicidio Goddi, mai ritrovata. Una terza persona Andrea Chessa, 19 anni, è indagato a piede libero.

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