Nuoro: pesanti richieste del pm per il pasticciere accusato di abusi sessuali
Undici anni e otto mesi di reclusione". Al termine della requisitoria sono pesantissime le richieste del pubblico ministero nei confronti di Antonino Podda, il pasticciere sessantenne originario di Galtellì finito sotto accusa perché nel 2004 avrebbe tentato di violentare la cognata, ma anche per maltrattamenti e abusi sulla ex moglieUn processo celebrato interamente a porte chiuse che ieri, a distanza di sei anni dal suo inizio, è arrivato alle battute finali: la sentenza è attesa per il prossimo 18 maggio. Prima della chiusura del dibattimento, Podda (difeso dall'avvocato Gonario Floris) ha voluto rendere delle brevi dichiarazioni spontanee. In sostanza l'imputato ha respinto ogni accusa, ipotizzando un non meglio precisato complotto orchestrato a suo danno dalle due presunte vittime, anche se non avrebbe fornito spiegazioni sui motivi che ci sarebbero alla base.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, la sera del 21 agosto del 2004 Antonino Podda si presentò a casa della cognata, sorella dell'ex moglie. Non appena la donna lo fece entrare in casa, l'uomo l'avrebbe aggredita, scaraventandola a terra e tentando di violentarla.
La mattina successiva la donna si presentò in pronto soccorso e poi in Questura per denunciare l'accaduto. «Ieri notte - raccontò agli inquirenti - Antonino ha bussato alla porta della mia abitazione. Era completamente ubriaco e quando ho aperto mi ha aggredita tentando di violentarmi».
Accuse terribili che la donna ha poi confermato di fronte al giudice e alle quali nel frattempo si sono aggiunte quelle dell'ex moglie del pasticciere (che si è costituita parte civile attraverso l'avvocato Gianluigi Mastio), anche lei presunta vittima di violenze da parte del marito. La vicenda balzò con clamore all'onore delle cronache perché il giorno successivo all'accaduto Antonino Podda rimase vittima di un agguato a colpi di fucile mentre stava rientrando nella sua abitazione in via Cristoforo Colombo, nel quartiere di Sa Terra Mala.
A sparare fu il fratello delle due donne, Natale Liori, che accecato dalla rabbia aveva deciso di regolare i conti a modo suo. Nascosto nel sottoscala della villetta a due piani, attese che Podda facesse rientro. Lo seguì e quando vide la porta dell'appartamento chiudersi sparò due colpi. Uno raggiunse il pasticciere alla gamba destra. La polizia ci mise poco a collegare i due episodi. Restava solo da capire chi, nel parentado della moglie avesse deciso di farsi giustizia da sé. Enigma che lo stesso sparatore risolse dopo alcuni giorni, confessando tutto. Liori (che nel frattempo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per lesioni gravi) finì così agli arresti domiciliari accusato in un primo momento di tentato omicidio, mentre Antonino Podda venne ammanettato per violenza sessuale.
FRANCESCO CABRAS