Un pallettone gli ha sfiorato il cuore, l'altro si è conficcato in una vertebra. È vivo per miracolo, ma per i medici la prognosi è riservata. Francesco Carta, 52 anni, di Noragugume, un passato turbolento segnato da 25 anni passati in carcere, scampato ai killer che gli hanno sparato mentre tornava dall'ovile e sopravvissuto per 39 ore nascosto sotto l'auto, ieri mattina è stato sottoposto ad accurati esami nell'ospedale San Francesco di Nuoro. I medici lo preparano a un delicato intervento chirurgico per rimuovere i pallettoni e scongiurare il rischio di rimanere paralizzato.

I KILLER I carabinieri della compagnia di Ottana e del Reparto operativo provinciale sono tornati ieri nel luogo dell'agguato alla ricerca di elementi utili alle indagini. Il Fiorino bianco era ancora lì, con i segni del piombo. I killer sono entrati in azione in un viottolo di campagna, vicino a Dualchi, dove Carta curava il suo bestiame. Era al volante del suo Fiorino bianco quando, intorno alle 6 di lunedì, ha lasciato l'ovile e imboccato la stradina che conduce al cimitero di Dualchi per tornare verso casa, a Noragugume. Ma da un cancelletto in legno sono sbucati d'improvviso due uomini mascherati e armati di fucile da caccia. Lui ha intuito la trappola. Non aveva armi con sè: segno che non si sentiva nel mirino di nessuno. Non ha reagito al fuoco, ma con prontezza di riflessi è sgusciato fuori dall'abitacolo gettandosi a terra. I killer hanno sparato tre volte. Due colpi hanno raggiunto Carta: uno si è fermato a un centimetro dal cuore. Il terzo lo ha mancato finendo sulla fiancata del Fiorino. Lui si è finto morto e i killer hanno pensato alla fuga. Per terra sono rimasti tre bossoli, assieme al sangue che Carta ha perduto in abbondanza. Ha resistito 39 ore sotto il Fiorino, aspettando una mano d'auto, arrivata alle 21 di martedì quando il fratello si è preoccupato del mancato ritorno a casa e si è diretto verso l'ovile.

LE INDAGINI Sotto il Fiorino, Carta ha perso i sensi. Ma appena ha scorto il fratello, ha ritrovato la lucidità e spiegato di essere rimasto vittima di un agguato 39 ore prima. Gli investigatori cercano di ricostruire il recente passato di Carta, tornato a Noragugume un anno fa. L'allevatore ha scontato 25 anni per tre sequestri di persona avvenuti negli anni Ottanta.

LE IPOTESI I giudici lo hanno condannato per i rapimenti di Ernesto Pisanu, commerciante di bestiame di Sindia, Giorgio Riva, meccanico di Lecco sequestrato a Oristano, e di Giuseppe Antonio Manca, rapito a Cabras. Dopo una rocambolesca evasione dal carcere di Oristano assieme a Speedy Gonzales, quel Salvatore Fais di Santu Lussurgiu ucciso poi a Osposidda, è iniziata per lui una lunga detenzione. I carabinieri non trascurano alcuna ipotesi, neppure quelle che portano lontano, ai tempi burrascosi legati ai sequestri di persona. Ma guardano con grande attenzione soprattutto a vicende più recenti, a eventuali screzi maturati negli ultimi tempi, dopo il suo ritorno alla libertà. Potrebbero trovare qui la chiave per fare luce sull'agguato, fallito solo per un caso e una sorprendente dose di fortuna.

MARILENA ORUNESU
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