Ancora una volta Muravera si è trasformata nella capitale sarda del folk. I turisti ieri sono arrivati in massa invadendo prima la via Roma per seguire la tradizionale sfilata di costumi e traccas, poi hanno affollato i ristoranti e le cortes, assistendo infine nel pomeriggio ai balli in piazza.

Una giornata magica con gli argumi al centro della manifestazione. Delizie di origine orientale come limoni, arance e mandarini che grazie al loro sapore, profumo e colore, davvero unici, hanno regalato alla festa la freschezza della primavera.

Al centro della manifestazione, la sfilata delle etnotraccas, carri museo, autentici spaccati di vita contadina spaccati della vita e dei mestieri d'un tempo: così sono stati proposti "Il lino, semina e raccolta e lavorazione", della Pro Loco di Villapuztu, "Is traballusu antingus" di Michela Pilia, sempre di Villaputzu, "Sa buttega de su binu", di Sabrina Concas, di Castiadas, "Sa dom'e farra" della Pro Loco di Castiadas, "Sa concia de is peddis", presentata da Luca Tronci di San Vito, "Fainas de omu e fendi is cadiras", di Gianluca Vargiolu di Muravera, "Fendi i murus de ladiri" e "Pischendi in Frumihi", proposti dal gruppo San Giorgio di Villapuzu, "Sa festa e s'arangiu" e "I ballusu familiarisi", di Muravera.

«Uno spettacolo straordinario-ha commentato Rita Forlani, arrivata da Firenze. Un tuffo nella Sardegna di un tempo. Proprio come me l'ha raccontata mia madre che in Sardegna era nata. Una magia di colori, canti e ospitalità che mi porterò dietro tornando a casa». Il sindaco Marco Fanni, ringrazia «tutti quanti hanno contribuito a far grande negli anni questa sagra che ormai fa parte del folclore regionale. Anche il sole ci è stato vicino favorendo l'arrivo dei visitatori. Un fiume di gente che ci ripaga dello sforzo fatto. La sagra degli agrumi è questa: splendida, civettuola, ricca di fascino e che contribuisce anche a far crescere il turismo».

Con le etnotraccas e is traccas hanno sfilato anche 35 gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna, una cinquantina fra cavalieri e amazzoni in abbigliamento tradizionale, la banda musicale, i tamburini di Oristano, i suonatori di launeddas, le maschere tradizionali sarde, come "Is assogadoris" e i mamuthones con i lori riti misteriosi e le danze propiziatorie.

Grande il successo anche nei musei: per l'occasione sono stati aperti la Casa dei candelai e il museo di Donna Francesca Sanna Sulis. E, poi, le cortes, abitazioni d'altri tempi conservate praticamente intatte, con i loro muri in ladiri e i cortili.
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