Lo sostiene il direttore generale della Asl 5 di Oristano Mariano Meloni in una lettera aperta indirizzata ai cittadini. Nel mirino del manager gli amministratori e i comitati spontanei che contestano la riorganizzazione dei servizi ospedalieri prevista dal nuovo Atto aziendale.
I piccoli ospedali come quelli di Ghilarza e di Bosa in qualche caso sono inutili, in altri sono addirittura pericolosi, spiega Meloni ricordando che i bassi tassi di occupazione degli attuali posti letto confermano la necessità di spostare l'attenzione sulle malattie croniche che riguardano ormai il 40 per cento della popolazione e alle quali spesso si fa ancora fronte con un ricovero in ospedale che però è una risposta miope e inappropriata. E infatti, sottolinea ancora il manager, gli attuali posti letto non saranno dimezzati, ma parzialmente riconvertiti in posti letto territoriali dedicati alle cure intermedie. La riconversione dei due ospedali prevista dall'Atto aziendale consente, secondo Meloni, di mantenerli aperti puntando proprio sulla sanità territoriale che sarà invece potenziata con il decentramento e l'ampliamento di tutte quelle attività che è possibile effettuare nelle strutture periferiche, garantendo qualità e sicurezza e con la creazione di una rete fra i tre presidi della provincia che ne metta in comune risorse e professionalità. "Mantenere in piedi, senza modernizzarla, una sanità ospedalo-centrica non è solo insostenibile economicamente, ma insicuro e inadeguato - chiarisce il direttore generale - una sfida persa non dai manager, ma dalle comunità locali".
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