Tre prefetti, quelli di Oristano, Cagliari e Sassari, per smontare la richiesta di sorveglianza speciale avanzata dal questore di Oristano nei confronti dell'indipendentista di Terralba, Salvatore "Doddore" Meloni. E' la mossa a sorpresa giocata dall'avvocato Cristina Puddu, difensore di Meloni, davanti ai giudici del Tribunale riuniti in camera di Consiglio per decidere appunto se ci sono gli estremi per applicare al fondatore e presidente del movimento indipendentista Meris Malu Entu il provvedimento di sorveglianza speciale chiesto dalla Questura. Secondo l'avvocato Puddu, che ne ha chiesto la citazione come testimoni, i tre prefetti potranno fornire la prova che Meloni non è il pericoloso nemico delle istituzioni descritto dalla Questura perché anzi, in occasione dell'ultimo grande sciopero degli autotrasportatori, fu la garanzia che ogni protesta e manifestazione si sarebbe svolta secondo gli accordi senza problemi di ordine pubblico e di sicurezza. L'avvocato Puddu ha chiesto inoltre la citazione di due funzionari della Digos oristanese e di un maresciallo della Guardia di Finanza. Il Tribunale si è riservato di decidere se accogliere la richiesta e ha rinviato l'udienza al 22 gennaio 2015. Da parte sua Meloni, in apertura di udienza, aveva dichiarato, rigorosamente in lingua sarda, di aver sempre rispettato le istituzioni e che la sua battaglia per l'indipendenza della Sardegna la sta combattendo nel massimo rispetto della legalità.
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