Maxi traffico di droga dal Sud AmericaArresti a Cagliari, Quartu e Oristano
C'è anche un pugile keniano, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, tra i 29 arrestati, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Cagliari, dalla Polizia e dai Carabinieri di Oristano nell'ambito di un'operazione antidroga che ha sgominato un traffico internazionale di eroina e cocaina che si serviva di corrieri sardi e centroafricani.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Con i soldi della droga acquistava trattori e attrezzature agricole che spediva poi in Kenia. Oltre che di traffico internazionale di stupefacenti, l'ex pugile olimpionico Bilali Bilali Ahmed raggiunto stamattina da un ordine di custodia cautelare in carcere nell'ambito di una operazione che complessivamente ha già portato in carcere 29 persone, dovrà rispondere probabilmente anche di riciclaggio. Una fetta dei proventi dello spaccio della cocaina e dell'eroina che faceva arrivare dalla Campania per alimentare il mercato cagliaritano era infatti destinata a un investimento nella sua terra di origine, il Kenia, dove quasi certamente aveva intenzione di ritornare dopo aver scontato la condanna per la quale è rinchiuso dal 2008 nel carcere oristanese di piazza Manno. In Kenia, però, oltre alle attrezzature agricole venivano inviate anche grosse somme di denaro.
Originario del Kenia anche il boss dell'organizzazione a livello nazionale, Dziphengo Hamis Juma Rama, di 46 anni. Anche a lui il provvedimento è stato notificato in carcere, a Viterbo. La sua base operativa, da dove controllava il via vai di corrieri sardi e centroafricani tra il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, era però a Castel Volturno, in Campania. Dove nel 2008 arrivò anche la fidanzata sarda dell'ex pugile, Romina Sorgia, ben decisa a non permettere che l'arresto del compagno mettesse fine al redditizio business della droga. E' stata arrestata, così come la sorella Monica.
LE INDAGINI - L'operazione conclusa stamattina con l'esecuzione degli ordini di custodia cautelare emessi dal Gip del Tribunale di Cagliari è il risultato di due inchieste parallele, l'operazione "Porsea" condotta dai Carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Oristano, e l'operazione "Freccia Sarda", condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Oristano, entrambe coordinate dal sostituto procuratore distrettuale antimafia Paolo De Angelis. Partita nel 2007 dall'arresto di un corriere con il suo carico di ovuli pieni di droga, la doppia indagine ha portato alla scoperta di un traffico che partiva dal Venezuela e approdava poi in Campania e Sardegna, passando per il Portogallo, l'Inghilterra e l'Olanda. Il trasporto internazionale era affidato a tre corrieri sardi, che con la loro pelle bianca e il loro passaporto europeo avevano più chance di superare i controlli negli aeroporti di partenza e di arrivo. Lo smistamento nell'area mediterranea era invece riservata a immigrati africani, tra di loro anche due donne, che partivano in nave dalla penisola per sbarcare a Olbia o Porto Torres, da dove poi proseguivano in treno verso la centrale di smistamento oristanese. Mai da soli però. Assieme all'ovulatore, che rischiava la pelle per 500 euro, c'era sempre un accompagnatore. Per soccorrerlo in caso di problemi, ma soprattutto, hanno scoperto gli investigatori, per impedire che se la svignassero col carico di eroina o cocaina.
Complessivamente Polizia e Carabinieri hanno sequestrato sette chili di eroina per un valore sul mercato di nove milioni di euro e otto chili di cocaina per un controvalore di 16 milioni.
GLI ARRESTI - L'organizzazione si serviva di un nutrito gruppo di "collaboratori" sardi. Il provvedimento di carcerazione è scattato nei confronti di Armando Mura, 56 anni, di Cagliari, Emiliano Moi (29) di Quartu, Cristian Pireddu (28) di Cagliari, Paolo Mascia (37), di Cagliari, Pasquale Manca (29) di Cagliari, Antonio Sollai (42) di Cagliari, Efisio Luigi Muceli (74) di Seui e Michele Marcasciano (50) di Macomer.