L’ingegnere sardo Giovanni Casali è indagato per truffa dalla Procura di Klagenfurt, in Austria. Stando alle accuse il professionista di 55 anni di La Maddalena, con l’ausilio di un complice, avrebbe ingannato un suo cliente, il romano Giuseppe Cavalchini, avendo «falsamente affermato che i pagamenti effettuati sarebbero stati utilizzati come acconto» per l’acquisto «di materiali edili in Romania» che non sono mai arrivati: si parla di una somma di 42mila euro. Casali respinge ogni addebito e sostiene di non aver visto un soldo delle transazioni, che sarebbero avvenute tra la presunta vittima e l’altro imprenditore sotto accusa. E, anzi, sottolinea di aver svolto delle prestazioni professionali per le quali non sarebbe mai stato pagato. 

Se non c’era intento “truffaldino”, quella di Casali è sfortuna: come lui stesso ammette nelle sue memorie difensive depositate davanti alle autorità austriache, nei suoi confronti sono state presentate denunce per fatti simili, con vari clienti che si sono sentiti truffati dopo avergli affidato cospicue quantità di denaro e non hanno visto i lavori eseguiti. «Ma non sono mai stato condannato», tiene a precisare l’ingegnere, «tanto che esercito ancora la professione». Anche se nei suoi confronti era stata disposta una sospensione da parte dell’ordine degli ingegneri della Sardegna. 

L’episodio dall’altra parte dell’Alpi è legato a un’operazione immobiliare a Maria Rain: l’investitore italiano voleva realizzare dei lavori, Casali ha svolto il suo lavoro di ingegnere  (in quell’occasione e in altre operazioni ipotizzate da chi lo aveva ingaggiato) ma quando si è arrivati ai versamenti per l’acquisto dei materiali, e Cavalchini ha consegnato il denaro in due tranche all’altro imprenditore (sardo) chiamato in causa, sono sorti i problemi: niente merce e niente lavori. 

Cavalchini ha presentato denuncia e le indagini hanno portato alla citazione in giudizio di Casali (ora residente in Austria) e alla richiesta, da parte della Procura, di una somma per equivalente.  

All’ingegnere è stata notificata l’attivazione del procedimento penale nei suoi confronti. E già a ottobre ha depositato una lunga memoria difensiva: «Il mio ruolo di tecnico era puramente tecnico e non prevedeva alcun coinvolgimento nelle trattative commerciali. Mi limitavo alla preparazione delle specifiche, alla conduzione di confronti tecnici con i fornitori proposti e alla richiesta di dettagli tecnici per il progetto Maria Rain», scrive. 

I passaggi di denaro di cui è a conoscenza, ribadisce, sono avvenuti tra la vittima che ha denunciato e l’altro imprenditore. Sottolinea anche di aver presentato dei lavori precedenti su richiesta di Cavalchini per i quali non avrebbe ricevuto alcun compenso. Casali, di contro, sostiene che chi l’ha denunciato avrebbe adottato dei comportamenti scorretti e si riserva di presentare un controdenuncia. Sostiene anche che i rapporti tra gli altri due si siano deteriorati per cause da lui indipendenti e che, anzi, avrebbe cercato in tutti i modi di risolvere il problema. 

Una vicenda simile, molto, ad altre che lo hanno visto “protagonista” in Italia.  

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