«La sicurezza deve essere un diritto universale, non una variabile legata al settore di appartenenza o alla sensibilità del datore di lavoro». Lo afferma Cristiano Ardau, segretario generale della UILTuCS Sardegna, che chiede l’introduzione di norme chiare e vincolanti per includere esplicitamente anche i lavoratori del terziario tra i soggetti tutelati in caso di allerta meteo grave. Alla luce delle sempre più frequenti allerte meteo di livello elevato – e dell’ultima in particolare – la UILTuCS ritiene indispensabile un intervento normativo che garantisca le stesse tutele previste per gli altri settori, soprattutto in presenza di allerta rossa o di condizioni di rischio significativo.

«Non è accettabile – sottolinea Ardau – che, a fronte della chiusura di scuole, uffici pubblici e attività istituzionali, migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore privato vengano lasciati alla discrezionalità delle singole aziende, spesso costretti a recarsi al lavoro nonostante evidenti pericoli legati alla mobilità, agli eventi atmosferici estremi e alla sicurezza personale». Secondo il sindacato, va prevista la sospensione delle attività lavorative in presenza di ordinanze o bollettini di rischio elevato, garantendo la piena copertura retributiva e previdenziale della giornata di non lavoro, senza penalizzazioni per i dipendenti e senza scaricare i costi sulle singole imprese.

«È necessario eliminare ogni ambiguità interpretativa – prosegue Ardau – che oggi consente comportamenti disomogenei e, in alcuni casi, irresponsabili». Gli eventi climatici estremi non possono più essere considerati eccezioni, ma rappresentano una realtà strutturale. Ignorare questa evidenza significa esporre inutilmente migliaia di persone a rischi evitabili e alimentare una pericolosa distinzione tra lavoratori “protetti” e lavoratori “sacrificabili”.

«La tutela della vita, della salute e della dignità del lavoro deve venire prima di qualsiasi logica di profitto – conclude Ardau – ed è su questo terreno che misureremo la responsabilità delle istituzioni e la reale volontà politica di garantire pari diritti a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, compresi quelli del settore terziario».

(Unioneonline)

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