La proposta, già annunciata un paio di mesi fa dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta, viene avallata dal Guardasigilli Angelino Alfano. Nel piano straordinario di edilizia penitenziaria messo a punto da Ionta non è indicata la riapertura delle isole-carcere di Pianosa e dell'Asinara, che fino al '98 hanno ospitato i più pericolosi boss di Cosa Nostra. Ma dal momento che il ddl sicurezza prevede un giro di vite del 41 bis da scontarsi "in istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari", nel piano carceri si fa accenno al fatto che nelle due nuove carceri di Cagliari (da 550 posti) e Sassari (430 posti), da completare entro dicembre 2010, ci saranno due padiglioni 'ad hoc' da 180 posti per i detenuti in 41 bis. Per il resto, come e dove concentrare i 41 bis sarà più chiaro nel momento in cui si cominceranno a vedere i risultati del piano consegnato all'inzio di maggio al Guardasigilli in cui si prevede la costruzione di 46 padiglioni in altrettanti vecchi istituti e di 21 nuovi penitenziari(di cui 9 già finanziate: Trento, Rovigo, Savona, Forlì, Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Oristano e Tempio Pausania). L'obiettivo è di dare ossigeno alle sovraffollate carceri italiane guadagnando 17.129 posti in più entro dicembre 2012, di cui 4.605 (già finanziati) entro i prossimi due anni. Attualmente i detenuti in regime di carcere duro si trovano in sezioni "dedicate" di carceri che si trovano soltanto al Nord o al Centro: Cuneo, Novara, Milano Opera (quello più nuovo) Tolmezzo , Parma, Ascoli Piceno, Rebibbia, Terni e Spoleto. Quello dell'Aquila, con un'ottantina di 41 bis tra cui i boss 'Piddù Madonia e Giuseppe Piromalli, e la br Nadia Desdemona Lioce, è stato invece evacuato dopo il terremoto.
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