Vigili del fuoco e personale del Corpo forestale. Entrambi portano la divisa e lottano contro gli incendi ma le tutele contro i rischi del lavoro vengono sollecitate soltanto per i primi.

Il Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha presentato una mozione per chiedere al Governo «maggiori controlli e tutele per la categoria» di fronte «al rischio per la salute legato all’esposizione a sostanze potenzialmente nocive presenti nelle divise dei vigili del fuoco. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione sanitaria attraverso biomonitoraggi, l’inserimento di specifici controlli nelle visite periodiche e il riconoscimento del lavoro dei vigili come attività particolarmente usurante».

La richiesta non è piaciuta al Safor, uno tra i sindacati che rappresentano il Corpo forestale della Sardegna. Il segretario Ignazio Masala esprime «profondo sdegno e forte indignazione» per l’iniziativa del Movimento 5 stelle: «Un tema serio, legittimo e condivisibile – attacca -. Proprio per questo appare ancora più grave, offensiva e incomprensibile l'ennesima esclusione delle donne e degli uomini del Corpo forestale, sistematicamente ignorati ogni volta che si affronta il tema della sicurezza degli operatori impegnati nella lotta agli incendi».

Nello specifico il capogruppo del M5S Michele Ciusa in una nota aveva messo in guardia dai pericoli che possono nascondersi nella divisa dei vigili del fuoco «progettata per proteggere da fiamme, fumi e sostanze tossiche. I materiali utilizzati, come il Teflon e altri Pfas, sono sostanze chimiche artificiali che, quando utilizzate a lungo ed esposte ad alte temperature, possono essere assorbite dall’organismo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology evidenzia come i Pfas possano interferire con i meccanismi di difesa delle cellule, rendendole più vulnerabili allo sviluppo di tumori».

D’altro canto Masala (Safor ) replica che il personale del Corpo forestale «indossa i dispositivi di protezione individuale per circa sei mesi l'anno, nel periodo più caldo e più rischioso sotto il profilo climatico e operativo. Lo fa non per interventi sporadici o emergenze occasionali, ma per intere giornate di servizio sul territorio, in attività di pattugliamento, prevenzione, vigilanza e contrasto agli incendi. A differenza di altri comparti, il personale forestale presta servizio continuativamente all'esterno per otto ore o anche oltre, esposto costantemente a temperature elevate, stress termico, fatica fisica, fumo, polveri e rischi ambientali. Si tratta di una condizione strutturale e quotidiana, non episodica».

Per questo il sindacato «giudica intollerabile che, nel momento in cui la politica richiama doverosamente l'attenzione sulle condizioni di sicurezza e sulla tutela sanitaria di alcuni operatori, continui a dimenticare chi ogni estate rappresenta il presidio avanzato nella difesa del territorio. Il nostro intervento non è rivolto contro i colleghi vigili del fuoco, ai quali rinnoviamo rispetto, stima e gratitudine per il lavoro svolto. La questione è esclusivamente politica e istituzionale».

(Unioneonline/ An.De)

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