Se dalla Regione e dal Governo non arriveranno segnali concreti di attenzione ai problemi del comparto industriale produttivo sardo, la Cisl nel periodo compreso tra la fine dell'anno e i primi giorni del 2009 proclamerà lo sciopero generale del settore con tutte le sigle e i movimenti che condivideranno la proposta e la mobilitazione. Lo annuncia il Coordinamento regionale industria del sindacato.

ALLARME CRISI. Per la Cisl i numeri del malessere sono chiaramente indicati da un Pil nel 2007 prossimo a zero, che anticipa una situazione prerecessiva. In regresso anche il valore aggiunto dell'industria a prezzi base passato da 4.895,5 milioni di euro del 2004 a 4643,1 milioni di euro dell'anno scorso. Il comparto industria registra oltre 1.000 lavoratori in sofferenza nell'area industriale di Cagliari, 2.000 in quella nuorese, oltre 400 nell'area di Oristano, 170 in Ogliastra, 564 nel Sulcis, 750 in Gallura e dal 1x dicembre 2008 quasi 3.000 nell'area industriale di Sassari-Portotorres. A questi si aggiungono 6.000 i lavoratori in cig con un aumento del 30% rispetto al 2007. 

"VUOTO POLITICO". Il Coordinamento industria Cisl esprime preoccupazione soprattutto per il vuoto politico registrato anche negli ultimi giorni rispetto alla complessità della crisi che investe i settori chimico, agroalimentare e minero-metallurgico. "Mancano protagonismo e progettualità da parte della Regione, mentre la politica sarda dimostra di essere, in questo particolare frangente, distratta e distante dai problemi concreti dei lavoratori e dell'economia - è detto in una nota -. Non viene colta in particolare la gravità di una situazione che meriterebbe, come fanno altre regioni, la mobilitazione a tutti i livelli istituzionali e l'unità delle forze politiche per risolvere, a Cagliari e a Roma, i problemi del principale settore produttivo". La Cisl sollecita una forte iniziativa nei confronti del Governo per la convocazione di un tavolo sui temi oggetto di discussione nell'incontro a Palazzo Chigi del 10 luglio 2007: rilancio dell'accordo sulla chimica del 2003, agroalimentare, aziende energivore, minero-metallurgico, industria aeronautica e motonautica e accordo di programma per il tessile.
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