Dopo il processo per direttissima celebrato ieri davanti ai giudici del Tribunale di Oristano, l'uomo, meglio conosciuto col nome di Padre Lahat, è stato scarcerato e non rischia più di finire in un ospedale psichiatrico giudiziario come aveva deciso in un primo momento i giudici oristanesi. Per il suo caso si era mobilitato nei giorni scorsi il Comitato Sardo Stop Opg che, raccogliendo l'appello dei familiari di Baye Lahat, gli aveva nominato un difensore di fiducia, l'avvocato cagliaritano Dario Sarigu, mentre martedì era stata presentata un'interrogazione dei consiglieri regionali Gianvalerio Sanna (Pd) e Claudia Zuncheddu (Indipendentistas). La nuova perizia psichiatrica, sollecitata dalla difesa, ha riconosciuto l'incapacità d'intendere e di volere del giovane senegalese, ma ha ridimensionato la "pericolosità sociale" che gli era valsa il provvedimento di ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario della penisola. Il giudice Modestino Villani ha pronunciato la sentenza di non punibilità per incapacità d'intendere e di volere e disposto la scarcerazione del senegalese, che però non potrà tornare nella sua casa di Ghilarza ma sarà accolto in stato di libertà vigilata nella Comunità L'Aquilone di Cagliari.
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