C’è un filo rosso che lega la solennità di una Laurea Honoris Causa ricevuta negli Stati Uniti al silenzio assorto di una piazza sarda durante l’inaugurazione di una panchina rossa. È il filo della parola di Laura Ficco, poetessa, scrittrice e pittrice asseminese di adozione, la cui carriera sta attraversando una stagione di straordinario vigore creativo e civile.

Recentemente insignita del primo posto al Premio internazionale d’eccellenza “Sergio Camellini” presso l’Accademia militare di Modena, Laura Ficco si conferma una delle voci più autorevoli del panorama letterario contemporaneo. Ma dietro la lunga lista di trofei - che spaziano da Chicago a Lugano, fino ai prestigiosi riconoscimenti della Writers Capital Foundation per il suo contributo alla pace nel mondo - batte il cuore di un’artista che vede nella cultura non un esercizio di stile, ma una missione umana.

Il valore dell’essenzialità – Pioniera della “Poesipittura” in Sardegna, la Ficco ha saputo fondere il segno grafico con il verso, pennellando la poesia direttamente sulla tela. Nonostante le difficoltà iniziali nel far comprendere questo linguaggio ibrido nell’isola, l’artista rivendica con orgoglio la potenza del connubio: «Donare parole all’immagine genera un messaggio incisivo che stimola la profondità dell’anima», spiega. Questa ricerca dell’impatto emotivo si riflette in una scrittura che lei stessa definisce “snella”, priva di orpelli e fondata sulla sottrazione. Per Laura Ficco, la poesia deve procedere per metafore e silenzi, lasciando al lettore il compito di coglierne l’essenza.

L’impegno per le donne – Sebbene genovese di nascita, la sua “sardità” emerge con forza nelle tematiche umanitarie. Assemini e la Sardegna non sono solo scenari, ma spazi etici in cui affrontare le ferite della modernità: le guerre, la violenza sui minori e, soprattutto, il dramma del femminicidio. In prima linea nella sensibilizzazione contro la violenza di genere, la poetessa considera la parola uno strumento di “cura” e denuncia: «Ho vissuto l’angoscia di molte donne, supportandole in punta di piedi. Sarò sempre al fianco di queste “Arabe Fenici” che cercano di rinascere dalle proprie ceneri», dichiara con fermezza, sottolineando come la poesia possa lenire ferite che la prosa fatica a raggiungere.

L’appello alla comunità – Nonostante i successi internazionali, lo sguardo dell’artista resta puntato sul territorio. Con onestà intellettuale, la Ficco analizza il fermento culturale di Assemini, definendolo attualmente «poco vivo». Il suo è un appello alle istituzioni: «Sarebbe meraviglioso coinvolgere le scuole e creare centri culturali che valorizzino i talenti locali, sia in lingua italiana che sarda. Il poeta deve avere un ruolo attivo nella comunità, deve stimolare le coscienze».

Oggi Laura Ficco continua a sperimentare, portando la sua arte su materiali nobili come la seta, tra cravatte e foulard che diventano tele itineranti. Eppure, tra i tanti traguardi raggiunti e i progetti futuri, resta un piccolo sogno non ancora svelato: il cinema.

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