La mente del killer è un mistero da svelare. Di fronte al gup Sergio Gorjan i periti hanno esposto in contraddittorio tra le parti i risultati delle indagini psichiche eseguite su Antonello Rabissoni, 30 anni, di Lanusei, operaio reo confesso dell'omicidio del suo compaesano Martino Monni, 18 anni. Era capace o meno di intendere e di volere al momento del delitto?

IL PERITO DEL GUP Irene Mascia, psichiatra forense incaricata dal gup, ha sostenuto come la capacità di intendere e di volere di Rabissoni fosse 'grandemente scemata'. Lo ha definito allo stato attuale come una persona bisognosa di cure (ha tentato per due volte il suicidio in carcere) ma perfettamente capace, al punto di essere in condizioni di assistere al processo. In sostanza un vizio parziale di mente, la differenza tra non punibilità e una condanna. Al momento del delitto si sarebbe sentito particolarmente vulnerabile, vittima. Capace di intendere ma non di volere.

USO DI DROGHE Il consulente Pasquale Tribisonna di Oristano, nominato dal pm Daniele Rosa, ha concordato con la diagnosi del perito Mascia sulla seminfermità considerando inoltre un fattore non secondario l'uso di stupefacenti. I quattro periti sono stati unanimi nel definire Rabissoni affetto da un disturbo della personalità di tipo border line, disturbo grave per il perito del giudice e per quello del pm.

LA DIFESA Sotto la lente d'ingrandimento il comportamento di Antonello Rabissoni nelle ore immediatamente successive al delitto. Per la difesa l'aver scagionato gli amici e aver detto di aver trovato la pistola sotto un sasso sono elementi compatibili con il gesto di una persona affetta da disturbi psichici. Attilio Mura, nominato dalla difesa, con l'avvocato Paolo Pilia, ha definito Rabissoni totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto.

LA PARTE CIVILE Di tutt'altro avviso la parte civile, secondo cui i gesti di Rabissoni (aver consegnato pistola e bossolo ai carabinieri, averli chiamati lui stesso, aver avvisato casa) sono sintomi incompatibili con il gesto di un folle. Paolo Milia, psichiatra forense ed esperto di parte civile, si è dilungato a illustrare i criteri in assenza dei quali non può essere definito grave il disturbo border line. Ha sostenuto come per arrivare al vizio di mente sia necessaria la presenza degli elementi di scollamento dalla realtà e di disorganizzazione.

Martino Monni, 18 anni appena, venne ucciso a Lanusei la notte del 29 dicembre 2008. Si tornerà in aula il prossimo sette dicembre per la discussione. Il processo si celebra con rito abbreviato condizionato ai risultati della perizia.

SIMONE LOI
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